domenica, 14 Aprile 2024

Gaza, operazione di salvataggio a Rafah: Israele libera due ostaggi

Le forze israeliane hanno fatto irruzione nell'appartamento al secondo piano di un edificio, dove i due ostaggi erano trattenuti dai loro rapitori. Durante l'azione, i tre carcerieri sono stati neutralizzati e le forze speciali hanno protetto gli ostaggi con i loro corpi, evitando danni alle persone disarmate.

Da non perdere

In un audace blitz durato un’ora e mezza, servizi d’intelligence, unità d’elite e forze aeree israeliane hanno liberato due ostaggi, Fernando Marman di 61 anni e Louis Har di 70, nella città di Rafah, situata nel sud della Striscia di Gaza. L’operazione, coordinata da una sala operativa dei servizi d’intelligence interni dello Shin Bet, ha coinvolto l’unità antiterrorismo Yamam della polizia, l’unità Shin Bet e le Forze di Difesa israeliane (IDF).

L’assalto è avvenuto alle 01:49, quando le forze israeliane hanno fatto irruzione nell’appartamento al secondo piano di un edificio, dove i due ostaggi erano trattenuti dai loro rapitori. Durante l’azione, i tre carcerieri sono stati neutralizzati e le forze speciali hanno protetto gli ostaggi con i loro corpi, evitando danni alle persone disarmate.

Secondo il capo della Yamam, gli ostaggi sono stati estratti dal secondo piano utilizzando delle corde, mentre hanno collaborato attivamente con le truppe. È stata data priorità alla sicurezza degli ostaggi, con istruzioni precise di evitare danni collaterali.

Data la posizione dell’operazione a Rafah, è stato essenziale garantire la sicurezza e il trasferimento degli ostaggi in Israele. Le forze di Hamas hanno risposto aprendo il fuoco dagli edifici circostanti, ma sono state prontamente contrastate dall’aviazione israeliana. Nonostante i tentativi di riattacco da parte di Hamas, gli ostaggi sono stati portati in salvo e trasferiti in Israele attraverso veicoli blindati e un elicottero.

L’operazione è stata seguita minuto per minuto nella sala operativa, con la presenza del capo dello Shin Bet Ronen Bar, i vertici della polizia, dell’intelligence militare e dell’aviazione, nonché i leader delle IDF. Il primo ministro Netanyahu e il ministro della Difesa Gallant si sono uniti più tardi.

I due ostaggi, entrambi israeliani con doppia nazionalità argentina, erano stati rapiti durante un violento attacco di Hamas a Nir Yiyzhak il 7 ottobre, che ha visto centinaia di vittime. La liberazione di Marman e Har è stata solo la seconda operazione di successo dall’inizio della guerra, dimostrando la determinazione di Israele nel garantire la sicurezza dei suoi cittadini.

Tuttavia, il raid ha suscitato una reazione da parte di Hamas, che ha riferito di oltre 100 morti causati dagli attacchi aerei israeliani su Rafah. Hamas ha condannato gli attacchi come parte di una “guerra genocida” contro il popolo palestinese.

L’operazione di salvataggio ha sottolineato la complessità e la delicatezza della situazione in Medio Oriente, con Israele che continua a fronteggiare minacce alla sicurezza dei suoi cittadini mentre cerca di mantenere la stabilità nella regione.

Ultime notizie