martedì, 27 Febbraio 2024

Gaza, operazione israeliana a Rafah: liberati due ostaggi: Hamas denuncia “genocidio”

Hamas ha condannato gli attacchi come parte di una "guerra genocida" condotta da Israele contro il popolo palestinese, mentre continua il ciclo di violenza e rappresaglie nella regione.

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Un’operazione militare condotta da Israele a Rafah, nel sud di Gaza, ha portato alla liberazione di due ostaggi israeliani, rapiti da Hamas il 7 ottobre scorso. L’annuncio è stato fatto dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), che hanno confermato il successo dell’azione congiunta con l’Agenzia di Sicurezza e la Polizia israeliana.

I due ostaggi, Fernando Simon Marman di 60 anni e Louis Har di 70 anni, entrambi con doppia cittadinanza israeliana e argentina, sono stati trovati in buone condizioni mediche e trasferiti in Israele per ulteriori accertamenti.

L’operazione, che era stata rinviata almeno due volte in precedenza, è stata approvata dal Primo Ministro e dal Ministro della Difesa israeliani, confermando l’importanza strategica dell’azione.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha accolto con favore la liberazione dei due ostaggi, rendendo omaggio ai soldati che hanno partecipato all’operazione. Ha sottolineato l’importanza di continuare la pressione militare per la liberazione di tutti i cittadini rapiti.

Anche il Ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha elogiato l’operazione, definendola “impressionante” e confermando di averla seguita attentamente insieme al Primo Ministro e agli alti comandanti.

Nel frattempo, il presidente argentino Javier Milei ha espresso la sua gratitudine all’esercito israeliano per il salvataggio dei due ostaggi, confermando il suo impegno a rafforzare i legami tra i due paesi e trasferire l’ambasciata argentina da Tel Aviv a Gerusalemme.

Tuttavia, mentre Israele celebra il successo dell’operazione di salvataggio, Hamas ha denunciato gli attacchi aerei israeliani su Rafah come un “genocidio”. Il canale televisivo libanese Al Mayadeen ha riportato un bilancio di 100 morti e più di 230 feriti a seguito dei raid israeliani sulla città, con la maggior parte delle vittime donne e bambini.

Hamas ha condannato gli attacchi come parte di una “guerra genocida” condotta da Israele contro il popolo palestinese, mentre continua il ciclo di violenza e rappresaglie nella regione.

Inoltre, aerei da guerra israeliani hanno effettuato bombardamenti anche nella città di Shihin, nel sud del Libano, causando feriti ma fortunatamente nessuna vittima.

La situazione rimane tesa nella regione, con la comunità internazionale che segue da vicino gli sviluppi e continua a cercare una soluzione diplomatica al conflitto.

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