lunedì, 15 Aprile 2024

Gaza, la Corte dell’Aja accusa Israele di genocidio: Netanyahu respinge le accuse

La giudice Donoghue ha affermato che alcune accuse mosse contro Israele rientrano nelle disposizioni della Convenzione sul genocidio, e che esistono prove sufficienti per una valutazione.

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La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha emesso una sentenza sulla denuncia presentata dal Sudafrica contro Israele, affermando che il paese ha evitato un genocidio nella Striscia di Gaza. La presidente della Corte, la giudice Joan E. Donoghue, ha sottolineato la necessità per Israele di rispettare gli obblighi legali internazionali e di presentare prove che dimostrino l’impegno nel prevenire un genocidio nella regione.

La Corte ha dichiarato che Israele deve consentire l’ingresso immediato ed efficace degli aiuti umanitari a Gaza, in particolare per fornire servizi di base e assistenza necessaria alla popolazione. Nonostante ciò, la Corte non ha richiesto un cessate il fuoco, ma ha ordinato a Israele di adottare ulteriori misure per proteggere i palestinesi.

La giudice Donoghue ha affermato che alcune accuse mosse contro Israele rientrano nelle disposizioni della Convenzione sul genocidio, e che esistono prove sufficienti per una valutazione. Ha inoltre evidenziato che i palestinesi sembrano costituire un gruppo protetto ai sensi della convenzione.

In risposta alla sentenza, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto categoricamente le accuse, definendole oltraggiose. In un video pubblicato online, Netanyahu ha dichiarato che Israele continuerà a combattere Hamas, considerando l’organizzazione un’entità “genocida”. Ha sottolineato che la guerra di Israele è diretta contro i terroristi, non contro i civili palestinesi, e ha promesso di continuare a facilitare l’assistenza umanitaria, nonostante l’uso di civili come scudi umani da parte di Hamas.

Il premier ha ribadito l’impegno di Israele nel rispetto del diritto internazionale, affermando che il tentativo di negare a Israele il diritto fondamentale di difendersi è una palese discriminazione contro lo Stato ebraico.

La sentenza della Corte internazionale di giustizia arriva alla vigilia della Giornata Internazionale della Memoria dell’Olocausto, e Netanyahu ha concluso il suo intervento promettendo di continuare a fare tutto il necessario per difendere il Paese e il popolo israeliano, con l’obiettivo di ottenere una vittoria totale contro Hamas e garantire la sicurezza della regione.

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