martedì, 16 Aprile 2024

Israele, Netanyahu rifiuta soluzione dei “Due Stati”: Borrell dell’Ue lo giudica “Inaccettabile”

Israele sotto il riflettore internazionale per le dichiarazioni di Netanyahu e le tensioni con Hamas

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha gettato un’ombra sulle prospettive della soluzione dei due Stati, dichiarando categoricamente il suo rifiuto a supportare la creazione di uno Stato palestinese indipendente. Tale posizione è stata prontamente etichettata come “inaccettabile” dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell.

Le tensioni in Medio Oriente si intensificano ulteriormente con il rifiuto di Israele di accettare le richieste di ‘resa’ avanzate da Hamas in cambio del rilascio degli ostaggi rapiti il 7 ottobre scorso. Mentre gli sforzi diplomatici sono in corso per una soluzione pacifica, il Paese è diviso sulla questione della sicurezza e della creazione di uno Stato palestinese.

Nel frattempo, le ultime notizie provenienti da Gaza segnalano la fine del blackout più lungo dall’inizio della guerra. Le comunicazioni sono state ripristinate, ma la situazione rimane tesa.

Il videomessaggio di Netanyahu ha ribadito la sua posizione ferma sulla necessità di smilitarizzare Gaza e sottolinea la volontà di mantenere il pieno controllo della sicurezza israeliana nella regione. “Non scenderò a compromessi”, ha affermato, “e continuerò a sostenere fermamente questo principio nonostante le pressioni internazionali e nazionali.”

Il primo ministro ha anche espresso gratitudine per il sostegno degli Stati Uniti a Israele, ma ha sottolineato che il Paese non accetterà compromessi che mettano a rischio la sicurezza dei cittadini. Netanyahu ha dichiarato di aver condiviso chiaramente questa posizione con il presidente Joe Biden durante una recente conversazione.

Il contesto delle dichiarazioni di Netanyahu è stato ulteriormente complicato dalla protesta delle famiglie degli ostaggi di fronte alla sua residenza. Nel frattempo, Hamas avverte che “il tempo sta per scadere,” aggiungendo un ulteriore strato di tensione alla situazione già critica.

A Bruxelles, l’Alto Rappresentante dell’Ue, Borrell, ha sottolineato la divergenza tra Israele e l’Unione Europea sulla risoluzione della crisi. Mentre gli israeliani “sono in disaccordo” con l’approccio dell’Ue, Borrell invita al dialogo, escludendo l’opzione di costringere i palestinesi a lasciare la Striscia.

La situazione si complica ulteriormente con la notizia degli scontri tra riservisti della Brigata israeliana Yiftah e una cellula di Hamas nella parte centrale di Gaza. Gli scontri hanno portato a perdite da entrambe le parti.

Infine, l’Unione Europea sta valutando possibili “conseguenze” su Israele se Netanyahu dovesse continuare a resistere alla creazione di uno Stato palestinese. Una proposta che evidenzia il crescente malcontento internazionale nei confronti delle politiche israeliane.

In un panorama sempre più complesso e carico di tensioni, il Medio Oriente rimane una polveriera di sfide diplomatiche e conflitti in corso.

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