domenica, 14 Aprile 2024

Tensioni in Medio Oriente, il Libano cerca di evitare l’escalation dopo l’uccisione di al-Arouri e le minacce di Hezbollah

Il capo della diplomazia di Beirut ha sottolineato la preoccupazione della popolazione libanese, compresa Hezbollah, nel essere trascinata in una guerra. Attualmente, resta da vedere come risponderà Hezbollah a questa situazione.

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Il governo libanese è attualmente impegnato in sforzi diplomatici per persuadere Hezbollah a evitare un’escalation del conflitto con Israele, dopo l’uccisione del numero due di Hamas, Saleh al-Arouri, a Beirut. Il ministro degli Esteri, Abdallah Bou Habib, ha dichiarato alla radio della Bbc che il governo sta “dialogando” con Hezbollah per garantire che la risposta all’azione israeliana non avvenga in modo unilaterale. Al momento, il governo non ha direttamente impartito istruzioni a Hezbollah, ma sono in corso colloqui in questa direzione.

Il Libano si trova in una posizione delicata, desideroso di evitare essere coinvolto in un conflitto regionale. Il capo della diplomazia di Beirut ha sottolineato la preoccupazione della popolazione libanese, compresa Hezbollah, nel essere trascinata in una guerra. Attualmente, resta da vedere come risponderà Hezbollah a questa situazione.

Nel frattempo, il ministero degli Esteri libanese sta preparando una denuncia da presentare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per condannare l’azione israeliana, su indicazione del primo ministro ad interim Najib Mikati.

La situazione è ulteriormente complicata dalla sospensione dei negoziati tra Hamas e Israele sul rilascio degli ostaggi, avvenuta dopo l’uccisione di al-Arouri. Fonti arabe riferiscono che attualmente, i colloqui si concentrano sulla prevenzione di ulteriori escalation, in particolare lungo il confine tra il Libano e il nord di Israele.

L’omicidio di Saleh al-Arouri ha scatenato una serie di reazioni nel mondo arabo. Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha condannato l’azione israeliana, definendo Al-Arouri uno dei “più importanti combattenti della resistenza palestinese”. Hamas ha dichiarato che l’uccisione non fermerà la rivoluzione palestinese.

Hezbollah ha minacciato rappresaglie, dichiarando che “le nostre dita sono sul grilletto” e annunciando la prontezza dei combattenti della resistenza. Nella serata di ieri, Hezbollah avrebbe lanciato due missili anticarro contro una postazione dell’IDF vicino al confine israeliano, ricevendo una risposta da parte delle forze di difesa israeliane.

La comunità internazionale è attenta a questi sviluppi, e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato per discutere la situazione. La riunione si focalizzerà sul “mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, affrontando anche l’emergenza nel Mar Rosso, dove gli attacchi degli Houthi rischiano di minacciare la navigazione.

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