giovedì, 29 Febbraio 2024

Israele-Hamas, partito lo scambio dei prigionieri

L'accordo tra Israele e Hamas prevede il rilascio di 150 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane in cambio del rilascio di 50 ostaggi detenuti a Gaza.

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In seguito a un accordo tra Israele e Hamas, è stato annunciato il rilascio di 150 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. L’accordo, mediato dal Qatar e dall’Egitto, prevede anche il rilascio di 50 ostaggi, tra cui donne e bambini, detenuti a Gaza dal 7 ottobre. Si specifica che l’intesa include l’ingresso di centinaia di camion con aiuti umanitari, medicinali, forniture e carburante destinati a tutte le parti di Gaza.

Secondo i dettagli dell’accordo, Israele si impegna a rilasciare circa 150 prigionieri in cambio del rilascio dei cinquanta ostaggi israeliani. Tuttavia, è emerso che Hamas cercherà di individuare e liberare fino a cinquanta ostaggi aggiuntivi durante i giorni del cessate il fuoco. In tal caso, Israele procederà al rilascio di altrettanti prigionieri.

Le figure chiave israeliane, ovvero il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il membro del gabinetto di sicurezza Benny Gantz, sono state autorizzate a prendere decisioni riguardo all’identità dei prigionieri da rilasciare. Hanno anche il potere di determinare la data finale del cessate il fuoco, considerando la possibilità che Hamas rilasci ulteriori ostaggi, a condizione che la durata totale non superi i dieci giorni.

L’Associazione delle vittime del terrorismo ‘Almagor’ ha annunciato l’intenzione di presentare una petizione all’Alta Corte di giustizia contro l’accordo.

La Jihad islamica palestinese ha specificato su Telegram che nell’accordo non saranno liberati “prigionieri non civili israeliani”, e ha chiarito che i soldati israeliani non saranno rilasciati finché “tutti i nostri prigionieri non saranno liberati dalle prigioni nemiche”. La Jihad islamica ha dichiarato di continuare il confronto con l’aggressore a tutti i livelli politici e sul campo per contrastare gli obiettivi dell’aggressione.

Il ministero degli Esteri del Qatar ha annunciato una pausa nei combattimenti della durata di quattro giorni, con la possibilità di essere prolungata. Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ringraziato gli Stati Uniti e l’Egitto per il loro contributo all’accordo, esprimendo l’auspicio che porti a un accordo globale e sostenibile per porre fine alla guerra e avviare colloqui seri per una pace globale e giusta nel rispetto delle risoluzioni internazionali.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha accolto favorevolmente l’accordo umanitario tra Hamas e Israele e ha chiesto soluzioni più ampie al lungo conflitto israelo-palestinese. L’amministrazione di Abbas, con sede in Cisgiordania, ha espresso apprezzamento per gli sforzi di mediazione qatariota-egiziani e ha auspicato una tregua prolungata con Israele e l’attuazione di una soluzione politica basata sulla legittimità internazionale.

Fonti ufficiali libanesi hanno riferito che il cessate il fuoco a Gaza, concordato con Hamas, dovrebbe estendersi anche al confine settentrionale. Secondo il rapporto, l’esercito libanese è coinvolto in colloqui con Hezbollah per porre fine agli attacchi sul territorio libanese.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha commentato l’accordo sugli ostaggi come un “progresso significativo” ma ha sottolineato la determinazione a continuare gli sforzi finché Hamas manterrà ostaggi a Gaza. Ha ringraziato Egitto e Qatar per il loro ruolo nelle trattative e il governo israeliano per aver sostenuto una pausa umanitaria, evidenziando la priorità per la sicurezza e l’incolumità degli americani all’estero e l’impegno per garantire il rilascio di ogni ostaggio.

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