venerdì, 23 Febbraio 2024

Perizia psichiatrica per Filippo Turetta. Il legale: “Se è utile, la valuteremo”

In attesa della consegna di Filippo dalle autorità tedesche, il legale dei Turetta parla di una perizia psichiatrica per capire quanto sia successo sulla vicenda. I genitori pensano a una “qualche vena scoppiata nel cervello”, perché non gli sembra possibile che abbia fatto una cosa del genere.

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Si sta valutando una perizia psichiatrica per Filippo Turetta, il 22enne arrestato per omicidio volontario e aggravato, in più per sequestro di persona nei confronti di Giulia Cecchettin. “È presto per pensarci, però è ovvio che se ce ne sarà bisogno la faremo. È un aspetto che va indagato perché nessuno finora aveva avuto alcun sospetto su Filippo, descritto come un giovane dedito allo studio e allo sport, un ragazzo d’oro che aiutava gli altri”, così ha affermato, Emanuele Compagno,il legale di Filippo Turetta.

“Forse voleva sequestrarla, ma qualcosa nel suo cervello non ha funzionato”

Per i coniugi Turetta, tutto questo sembra impossibile. “Ma poi dicono dello scotch, del coltello, non so cosa pensare…forse voleva sequestrarla per non farle dare la tesi e poi la situazione è degenerata. Secondo noi, gli è scoppiata qualche vena in testa. Non c’è davvero una spiegazione”. È il padre, Nicola, a parlare sulla faccenda, l’unico dei due genitori di Filippo che riesce ancora a farlo.

“Parlano di possesso, maschilismo, incapacità di accettare che lei fosse più brava di lui. Non è assolutamente niente di tutto questo. Io sono convinto che qualcosa nel suo cervello non abbia più funzionato”. Poi parla di Giulia. “Siamo vicini alla sua famiglia, siamo devastati per quello che è accaduto. pensiamo in continuazione a lei. Ci fa male vederci additare come genitori inadeguati, come una famiglia simbolo del patriarcato” prosegue il padre di lui.

“Se non lo riporteranno in Italia, noi organizzeremo per andare noi in Germania”

Ha parlato anche del suo arresto in Germania. “Secondo noi era in stato confusionale. Ha vagato senza una meta, non è tornato perché probabilmente aveva paura. Segno che non aveva un piano”, afferma il padre. Si è ancora in attesa della sua consegna da parte della Germania. “Non ci hanno fatto ancora parlare con lui. Ci hanno detto che è molto provato. Se non lo riporteranno in Italia nei prossimi giorni, ci organizzeremo per andare noi in Germania”, dice, “resta nostro figlio. Cosa dobbiamo fare? Pagherà per quello che ha fatto. Noi siamo pur sempre i suoi genitori”.

Anche il fratello di Filippo sta soffrendo molto per questa vicenda, come ha accennato il padre. “Ieri sera era a tavola e ha sentito al telegiornale che il ‘killer’ era stato fermato in Germania. È dura sentire parlare così di un fratello”. La famiglia Turetta non riesce a rassegnarsi. “Filippo in casa non è mai stato un ragazzo violento. Siamo tutti sgomenti”, conclude Nicola.

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