giovedì, 22 Febbraio 2024

Italia, il reality “Squid Game: La Sfida”: “Sul set sembrava tutto reale”

Il partecipante italiano di 'Squid Game: La Sfida', Lorenzo Nobilio, racconta la sua esperienza nel reality game ispirato alla celebre serie coreana ora disponibile su Netflix con i primi 5 episodi.

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Il partecipante italiano di ‘Squid Game: La Sfida’, Lorenzo Nobilio, racconta la sua esperienza nel reality game ispirato alla celebre serie coreana ora disponibile su Netflix con i primi 5 episodi. Con 26 anni alle spalle, Lorenzo esprime la sensazione di realismo che pervade il contesto di gioco: “Sembrava che fosse reale, non ti sembrava di essere su un set.”

Il reality, ispirato alla serie coreana ‘Squid Game’, diventata un fenomeno mondiale nel 2021, propone una competizione coinvolgente che offre un montepremi di 4,56 milioni di dollari. Lorenzo, autodefinitosi “maestro manipolatore,” è uno dei 456 concorrenti provenienti da tutto il mondo. La sua strategia, come rivela in un’intervista a Bbc News, comprende anche la gestione astuta del cibo per mantenersi più forte degli altri.

L’ambientazione del gioco richiama fedelmente quella della serie televisiva, con guardie mascherate in tute rosa e un set imponente. La sfida inizia con centinaia di partecipanti in tute verdi che cercano di avanzare senza essere scoperti, mentre una gigantesca bambola rotante con un collo di 4,2 metri elimina chiunque colga in movimento, fortunatamente con colpi di colorante anziché mortali.

Lorenzo Nobilio, ex professionista nel settore finanziario a Londra, rivela la sua determinazione nel superare le difficoltà del gioco, sottolineando che “Squid Game: La Sfida” non è certo una vacanza all-inclusive. Il reality ha già fatto notizia per le sue condizioni impegnative, ma il produttore esecutivo Stephen Lambert giustifica la durezza del contesto, affermando che è proporzionale al premio in palio.

Con un premio così allettante, il reality ha attirato 81.000 candidature da tutto il mondo, selezionando infine 456 concorrenti, rappresentanti per lo più di persone comuni. Gli obiettivi degli ideatori dello show includono la volontà di esplorare la natura umana attraverso i giochi, cercando quindi una vasta diversità di partecipanti, come spiega il produttore esecutivo John Hay.

Quando i concorrenti non sono coinvolti nelle intense sfide, si trovano completamente immersi nell’universo di Squid Game. Privati dei loro telefoni, sono confinati in un dormitorio dallo stile quasi prigioniero, con letti a castello a cinque piani, cibo razionato e distribuito da guardie minacciose. Questa ambientazione, simile al contesto del ‘Grande Fratello’, offre ampio spazio per l’elaborazione di alleanze e strategie.

A differenza della serie originale, in cui concorrenti sudcoreani oberati dai debiti partecipano a giochi per bambini letali per cercare di vincere un premio in denaro, nel reality game i partecipanti sono spinti non dalla necessità, ma dall’opportunità. I produttori sottolineano che le motivazioni individuali faranno la differenza, poiché i concorrenti cercano di cogliere l’opportunità di conquistare l’ingente montepremi, senza dover affrontare le stesse estreme circostanze di sopravvivenza della serie originale.

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