giovedì, 20 Giugno 2024

Onu, è allarme sul consumo d’acqua: la crisi globale è alle porte

Pubblicato il report sullo sviluppo delle risorse idriche 2022. La carenza d'acqua registrata nell'ultimo periodo è allarmante. Le cause sono l'eccessivo sviluppo e il consumo "vampirico".

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In occasione della conferenza sull’acqua che si aprirà nelle prossime ore alle Nazioni Unite, l’Onu ha pubblicato il rapporto sullo sviluppo delle risorse idriche nel 2022. E’ allarmante la carenza d’acqua registrata nell’ultimo periodo. Il rischio di una crisi globale è imminente, a causa dell’eccessivo sviluppo e del consumo “vampirico”.

Il report parla chiaro. Ogni anno, da 40 anni, il prelievo d’acqua aumenta dell’1%. Ad oggi, il 50% della popolazione urbana mondiale è rifornita dalle falde sotterranee. Di tutte le acque dolci presenti sulla terra, queste rappresentano le fonti più importanti perché sono molto meno soggette ai cambiamenti climatici. Non risentono infatti della siccità, a differenza di laghi, fiumi e bacini idrici in superficie. Tuttavia, una volta inquinate, sono centinaia di volte più difficili e costose da depurare.

L’agricoltura intensiva è il principale responsabile della crisi idrica sotterranea, in quanto attinge al 69% dei prelievi d’acqua. La grande richiesta sul mercato globale di prodotti come mais, riso, canna da zucchero e cotone comporta l’abbassamento dell’11% delle falde ogni anno (pari a 25 chilometri cubi d’acqua). Negli Stati Uniti l’inquinamento agricolo ha superato sia quello degli insediamenti umani che quello industriale. La contaminazione da pesticidi delle acque sotterranee costa agli USA tra 1,6 e 2 miliardi di dollari all’anno, mentre l’eutrofizzazione oscilla tra una spesa di 1,5 e 2,2 miliardi.

Il mondo sta “ciecamente camminando su una strada pericolosa con l’insostenibile uso di acqua, l’inquinamento e il surriscaldamento climatico che stanno drenando la linfa vitale dell’umanità“, afferma il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Secondo il rapporto circa 2 miliardi di persone non hanno l’accesso ad acqua potabile sicura mentre 3,6 miliardi non lo hanno a servizi sanitari affidabili. “La scarsità di acqua sta diventando endemica“, si legge nel rapporto.

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