venerdì, 21 Giugno 2024

Terremoto in Turchia, ad oggi 38 mila i morti: il destino dei bambini orfani

Il destino dei bambini salvati dalle macerie è incerto, occhi spalancati su un mondo che si è sgretolato su di loro, occhi che hanno visto la guerra, la fame, ma che continueranno a vedere, grazie anche all’eroico atto di genitori, familiari, che li hanno protetti con il loro stessi corpi.

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Dopo il devastante terremoto che ha colpito la Turchia lunedì scorso, in questi giorni il bilancio delle vittime è salito a 38.000, tra questi ricordiamo migliaia di bambini, ormai orfani. Il presidente turco Erdogan lo ha definito il “disastro del secolo”. Bambini di cui non conosceremo mai il nome, bambini che non avranno più un’identità dal momento che ogni loro passaggio sulla terra è stato brutalmente cancellato. Bambini ancorati a un destino crudele: in Paesi come la Turchia e la Siria le adozioni sono molto complesse, oltre che poco comuni. Gli orfanotrofi sono pochissimi, nonostante la guerra e le barbarie che affliggono questi due Paesi. Tendenzialmente, se un bambino rimane orfano viene allevato dai parenti, ma cosa fare ora?

Il destino dei bambini salvati dalle macerie è incerto, occhi spalancati su un mondo che si è sgretolato su di loro, occhi che hanno visto la guerra, la fame, ma che continueranno a vedere, grazie anche all’eroico atto di genitori, familiari, che li hanno protetti con il loro stessi corpi.

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Il destino dei bambini.

Aya, Yagiz sono solo alcuni dei bambini miracolati. Battiti flebili, ma presenti.

Aya, il cui nome, stando al vocabolario arabo, significa miracolo, segno, è stata salvata da quelle macerie che si sono abbattute su di lei. La bambina, che aveva appena fatto il suo ingresso nel mondo terreno, abbandonando il calore del grembo materno, è stata ritrovata viva, ancora attaccata al cordone ombelicale della madre. Aya è sopravvissuta, grazie anche alla madre che si è immolata affinché la figlia vivesse, affinché le fosse dato un futuro migliore.

Yagiz, dieci giorni appena, salvato anche lui dall’amore materno, una madre che gli ha fatto da scudo, permettendogli di sopravvivere. Fortunatamente, dopo 90 ore sotto le macerie, sono stati tratti in salvo entrambi. Yagiz è uno dei pochi bambini fortunati ad avere ancora la mamma con sè.

Come riporta il quotidiano turco “Hurriyet”, dopo 90 ore sotto le macerie, dopo aver perso i genitori e i fratelli, Hilal Bilgi, una bambina di 10 anni, è stata estratta viva. I soccorritori sono riusciti a scavare una lunga galleria, arrivando così alla bambina, tuttavia, a causa di un blocco di cemento che le bloccava il braccio, per poterla estrarre indenne hanno dovuto ricorrere ad un’amputazione, operazione eseguita sotto le macerie.

Dichiarazioni Unicef

Regina De Dominicis, direttrice per l’Unicef per la Turchia, in alcune dichiarazioni pubbliche ha affermato che il numero dei bambini rimasti orfani è aumentato a dismisura. Se durante il primo giorno di sisma si partiva da 500 bambini, ora il numero si aggira tra i 1000 e i 5000. Dati preoccupanti perchè le cifre aumentano di ora in ora. I bambini salvati, vengono portati subito in ospedale, si lavora alla riunificazione familiare, non tutte le storie hanno un lieto fine, ma alcune sì.

È il caso di Elif (nome di fantasia), nonostante abbia perso tutta la sua famiglia ha avuto la possibilità di ricongiungersi con la nonna (83enne). Ciò che, indubbiamente, ha colpito la De Dominicis è stato il modo in cui la bambina ha cercato di rincuorare la nonna per la perdita della figlia, ovvero la madre.

È nelle situazioni più difficili che il vero spirito umanitario viene fuori.

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