mercoledì, 19 Giugno 2024

Covid, Spallanzani: “Paura di nuove varianti”. Schillaci: “Tampone obbligatorio per chi arriva dalla Cina”

Nei voli provenienti dalla Cina il 26 dicembre, il 52% dei passeggeri è risultato positivo al test. Il ministro della Saluta ha deciso, con un'ordinanza, di rendere obbligatorio il tampone per chi arriva dal Paese orientale. Lo Spallanzani esprime il timore per la creazione di una nuova variante.

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La questione Covid è tornata a far discutere in Italia, con i passeggeri arrivati a Milano dalla Cina durante le feste, di cui il 52% è risultato positivo al tampone. Infatti il 26 dicembre, delle 120 persone viaggiavano sul volo Pechino-Malpensa atterrato alle 18.55, 62 sono risultati positivi al virus. Anche all’aeroporto di Fiumicino riprendono i test per i voli dalla Cina, secondo quanto comunicato dall’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. “In attesa delle disposizioni nazionali, riprendono i test all’aeroporto internazionale di Fiumicino per i voli che provengono dalla Cina. I test si svolgeranno con le consuete modalità, sotto la supervisione dell’Istituto Spallanzani e con il supporto delle Uscar regionali. Non dobbiamo abbassare la guardia, le ultime notizie sul Covid ci spingono a tenere alta l’attenzione”.

Schillaci: “Tampone obbligatorio per chi arriva dalla Cina”

“Ho disposto, con ordinanza, tamponi antigenici Covid-19 obbligatori, e relativo sequenziamento del virus, per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina e in transito in Italia. La misura si rende indispensabile per garantire la sorveglianza e l’individuazione di eventuali varianti del virus al fine di tutelare la popolazione italiana. Riferirò più dettagliatamente nel corso del Consiglio dei Ministri convocato oggi”, è la dichiarazione del ministro della Salute, Orazio Schillaci. Già nelle scorse ore si parlava della possibilità di rendere il test obbligatorio per chi arriva dal Paese orientale, ora è arrivata la conferma.

Spallanzani: “Possibilità di nuove varianti”

Anche lo Spallanzani è allarmato sulla questione, infatti è stato divulgato un documento in cui si afferma che “il problema Cina oggi va affrontato con tempestività e coesione internazionale. I dati, pochi e poco trasparenti, stanno creando timore nella comunità internazionale, anche quella scientifica: in un Paese con un’alta percentuale di non vaccinati, in cui sono stati utilizzati vaccini poco efficaci che danno una bassa protezione di popolazione, una così forte crescita esponenziale dei contagi possa generare la selezione di una nuova variante, molto più immuno-evasiva e trasmissibile”. Il rischio, afferma lo Spallanzani, è che una nuova variante “traghetti l’evoluzione di SARS-CoV-2 oltre Omicron, la variante dominante a livello globale ormai dalla fine del 2021. Al momento, le poche informazioni che arrivano dalla Cina indicano che le varianti che stanno alimentando questa nuova imponente ondata di contagi sono le stesse che già circolano da tempo a livello globale, ancora quindi all’interno delle sottovarianti di Omicron”.

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