lunedì, 20 Maggio 2024

“Individuate 290mila domande a rischio frode”: stretta dell’Inps sul Reddito di Cittadinanza

L'Inps ha Intensificato i controlli sulle domande per richiedere il Reddito di Cittadinanza. Le nuove verifiche permettono di respingere o accettare le istanze ricevute prima di erogare i pagamenti per evitare comportamenti fraudolenti.

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A seguito dell’evoluzione applicativa della misura, l’Inps ha intensificato i controlli ex ante nell’ottica di prevenire ed individuare i comportamenti opportunistici e fraudolenti”. Con queste parole, pubblicate in una nota, il principale ente previdenziale del Paese ha dichiarato una stretta sul Reddito di Cittadinanza. L’istituto poi fissa l’obiettivo di queste indagini più serrate: “Pertanto, il sistema dei controlli è stato progressivamente rafforzato con l’obiettivo di accertare la veridicità delle dichiarazioni rese, verificando preventivamente le informazioni in possesso dell’Inps e di altre amministrazioni pubbliche, e anticipando i controlli anche in ottica antifrode“.

Oltre 290mila domande a rischio frode

Gli scenari di rischio elaborati e i relativi allarmi attivati dall’Inps hanno permesso di individuare su circa 1milione e 290mila domande pervenute, nei primi dieci mesi del 2022, oltre 290mila a rischio“. Di queste, l’Inps precisa che 240mila sono state respinte in automatico perché mancanti del requisito della residenza in Italia o venivano omesse dichiarazioni relative alla posizione lavorativa dei componenti del nucleo familiare, prima che la prestazione potesse essere indebitamente percepita. Inoltre, ulteriori 50mila domande sono state sospese e sottoposte a controlli più approfonditi.

Atri scenari di “rischio potenziale”

L’ente ha inoltre sottolineato che sono stati individuati scenari di “rischio potenziale” predefiniti. Ciò è stato possibile incrociando le dichiarazioni presenti nelle domande e nelle relative Dichiarazioni Sostitutive Uniche con i dati e le informazioni presenti nei propri archivi. In questo modo, sono state intercettate “le istanze sintomatiche della presunta insussistenza di uno o più requisiti in capo al richiedente (o al nucleo familiare, ndr)“, ma anche di altre situazioni potenzialmente incompatibili e di adottare tempestivamente i conseguenti provvedimenti di reiezione. Con questo modus operandi, si è anticipata la verifica delle istanze al momento della presentazione delle domande, scelta recepita e oggi regolata da una specifica norma di legge (art. 74, comma 4 ter, della Legge n. 234/2021- Legge di Bilancio 2022). I principali scenari di rischio normati sono: mancanza del requisito della residenza in Italia, false o omesse dichiarazioni relativamente alla posizione lavorativa dei componenti il nucleo familiare, false dichiarazioni circa la composizione del nucleo familiare.

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