mercoledì, 8 Febbraio 2023

“Colpevole di frode finanziaria e fiscale”, condannata la Trump Organization: il verdetto arriva dopo 3 anni

La giuria, che si è ritirata lunedì scorso 5 dicembre per deliberare, "ha ritenuto la Trump Corporation e la Trump Payroll Corporation colpevoli su tutti i fronti". Gli avvocati della società hanno già annunciato il ricorso contro la sentenza. L'azienda familiare di Trump rischia una multa di almeno 1,6 milioni di dollari

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La Trump Organization, vale a dire l’azienda di famiglia di Trump, è stata giudicata colpevole di frode finanziaria e fiscale a seguito del processo tenutosi a New York. È quanto riferito da Alvin Bragg, procuratore di Manhattan. A quanto pare la giuria, che si è ritirata lunedì scorso 5 dicembre per deliberare, “ha ritenuto la Trump Corporation e la Trump Payroll Corporation colpevoli su tutti i fronti“. Al momento, gli avvocati della società hanno già annunciato il ricorso contro la sentenza. Il verdetto è arrivato dopo un’indagine di natura penale dalla durata di 3 anni. Anche se in un primo momento Trump non sembrava direttamente coinvolto, durante il processo sono emerse prove circa bonus e documenti che erano di aiuto ai manager per evitare di dichiarare tutti i loro redditi.

La testimonianza di Allen Weisselberg

Buona parte del processo è stato focalizzato sulla testimonianza di Allen Weisselberg, a del capo delle Finanze della Trump Organization. All’epoca Weisselberg era stato accusato di evasioni di tasse pari almeno a 1,7 milioni. Anche il vicepresidente Jeffrey McConney è stato coinvolto in questo schema per evadere le tasse e anche lui avrebbe testimoniato in cambio dell’immunità. Collaborando e testimoniando contro la Trump Organization, Weisselberg ha ottenuto uno sconto della pena, da 15 anni a soli 5 mesi di detenzione. L’azienda familiare di Trump rischia invece di essere condannata a una multa di almeno 1,6 milioni di dollari quando, nel mese prossimo, la giuria del Tribunale di New York si riunirà nuovamente per decidere la condanna. La sentenza chiude quindi uno dei due casi contro la società di Trump avviati dalla magistratura newyorkese; prosegue, invece, quello civile che coinvolge in prima persona Trump, assieme ai suoi tre figli adulti e Weisselberg, accusati di aver manipolato le valutazioni delle proprietà della Trump Organization, con l’intento di ottenere migliori prestiti o sgravi fiscali. L’azione, avviata nel mese di settembre scorso dalla procuratrice generale Letitia James, si propone di recuperare oltre 250 milioni di dollari.

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