giovedì, 9 Febbraio 2023

Rimpiazzano dipendenti unite in rito civile: Corte d’Appello condanna Amministrazione comunale

Nella giornata di oggi 6 dicembre, la Corte d'appello ha condannato il Comune di Calcinato per aver rimpiazzato due donne, dipendenti del Municipio. che si erano unite in rito civile nel 2020. Per il tribunale si è trattato di "Condotta discriminatoria".

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Il Comune di Calcinato, nel bresciano, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Brescia per aver rimpiazzato nelle loro mansioni, due dipendenti omosessuali che si erano unite con rito civile. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, le due donne, Federica Lombardo, ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale, e Luisa Zampiceni, ex capo della Polizia Locale, dopo essersi sposate nel 2020, nel gennaio 2021 sarebbero state rimpiazzate. Alla dipendente comunale sarebbe stato tolto il ruolo, affidato a una collega assunta da poco. La donna poliziotta invece, sarebbe stata costretta a dimettersi.

Secondo quanto afferma il tribunale nella sentenza emessa quest’oggi, i tre amministratori del comune bresciano – il sindaco di Calcinato, Nicoletta Maestri, il suo vice Mirco Cinquetti e l’assessore alla Polizia Locale Stefano Vergano – sono stati condannati “Per il carattere discriminatorio della loro condotta dopo l’unione civile di due dipendenti”“Una rotazione mai fatta prima e che non viene attuata subito nel 2020 per non creare sospetti. Nello stesso periodo il Comune inizia un atteggiamento discriminatorio anche nei confronti del suo ormai ex comandante Zampiceni, modificando ad hoc la convenzione stipulata dai comuni di Calcinato, Lonato e Bedizzole che sono in convenzione di servizio costringendola di fatto a dimettersi” si legge nel verdetto. In primo grado, i giudici avevano assolto il Comune, ma la Corte d’Appello ha ribaltato la decisione; in seguito alla condanna il sindaco, il suo vice e l’assessore alla Polizia Locale dovranno risarcire le due donne e pagare tutte le spese legali.

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