mercoledì, 17 Aprile 2024

Spaccate ai distributori h24, presa la banda del piede di porco: 4 in manette

Raccolti gravi indizi di colpevolezza utili ad attribuire agli indagati 10 episodi di furto con le aggravanti della violenza sulle cose e della commissione in tarda ora notturna.

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A Genova due italiani, un domenicano e un tunisino, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, tutti senza fissa dimora, sono finiti in manette in un’operazione congiunta dai Carabinieri e dalla Squadra Mobile, devono rispondere di numerose spaccate a diversi punti vendita H24 dislocati nel centro della città. Tre di loro, destinatari di un ordine di custodia cautelare in carcere, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Genova-Marassi mentre uno è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova. Le attività d’indagine, svolte congiuntamente alla locale Procura della Repubblica, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza utili ad attribuire agli indagati 10 episodi di furto con le aggravanti della violenza sulle cose e della commissione in tarda ora notturna.

Per agire indisturbati, infatti, entravano in azione nella notte sfruttando la mancanza di una vigilanza attiva, essendo gli esercizi funzionanti tramite distributori automatici. Il gruppo utilizzava sempre il medesimo modus operandi: agivano con il volto travisato e, dopo aver individuato l’esercizio commerciale da depredare, alcuni di loro scassinavano le macchinette distribuitici con l’utilizzo di un piede di porco, altri asportavano il denaro contenuto nelle gettoniere, sempre coperti da uno di loro che faceva da palo. Si trattava di un sistema rodato che consentiva ai criminali di operare in pochissimi minuti per poi darsi alla fuga a piedi sfruttando, in più occasioni, la rete viaria del centro storico genovese così da non farsi rintracciare dalle Forze dell’ordine che intervenivano prontamente a seguito dell’attivazione degli allarmi sonori.

Parallelamente alle attività investigative svolte sono stati messi in campo alcuni servizi notturni di osservazione e repressione con lo scopo di contrastare la frequenza del fenomeno specifico, e, eventualmente, a cogliere i malfattori in flagranza di reato. I proprietari degli esercizi commerciali in questione denunciavano i continui furti fornendo, quando disponibili, i filmati delle azioni criminali. I denuncianti lamentavano gli ingenti danni provocati, si parla complessivamente di diverse decine di migliaia di euro tra denaro e alimenti asportati e danneggiamenti alle macchine distributrici, che solo in parte venivano risarciti dalle assicurazioni, previo pagamento di significative somme a titolo di franchigia.

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