giovedì, 8 Dicembre 2022

Omicidi Roma, si cerca il dna del killer sul corpo delle vittime e sui citofoni

Il killer avrebbe potrebbe aver lasciato tracce sui citofoni di via Durazzo. Tracce di Dna potrebbero venire fuori anche dall'esame del corpo della 65enne colombiana con cui avrebbe avuto un rapporto.

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Dal sopralluogo della Procura di Roma degli appartamanti delle 3 vittime morte accoltellate martedì 17 novembre a Roma, si ipotizza che la donna 65enne colombiana sia stata uccisa con un coltello a stiletto durante un rapporto sessuale che porterebbe agli investigatori le tracce del killer. Nella mattina di oggi era trapelata la possibilità che l’uomo sia finito nelle immagini di videocamere di sorveglianza, la cui presenza non è stata ancora confermata. La caccia killer passa dunque dalla ricerca del suo dna.

Possibili impronte su citofono in via Riboty

L’assassino avrebbe citofonato solamente nell’appartamento di via Durazzo, che è stato sigillato in quanto sarebbero state rilevate impronte interessanti per le indagini. Anche quelli di via Riboty sono stati messi sotto esame ma, a differenza dell’altro, sarebbero stati sorvegliati dal portiere, quindi non sarebbero stati usati dal killer che potrebbe essere passato senza suonare il campanello. Se però, come sembra, non ha indossato guanti per uccidere le sue vittime il dna potrebbe essere dappertutto dentro le case. Si è lavato le mani sporche di sangue? Si è poggiato sui letti? Domande a cui la Scientifica sta cercando di rispondere, iniziando dalle tracce di sangue ancora presenti sul muro e sulla porta al primo piano dello stabile solitamente frequentato da avvocati e notai romani.

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