giovedì, 9 Febbraio 2023

Sci alpino, la crisi climatica non era un mistero: perché la FIS non ha optato per un calendario diverso

Dopo la notizia dell'ennesima cancellazione di gare di Coppa del Mondo di sci alpino, ci si interroga sul perché non si siano fatte altre scelte in merito a collocazione delle gare. Gareggiare in Sud America è qualcosa a cui tutti sono sempre stati apertissimi, ma l'ipotesi non è stata ancora presa in considerazione.

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È di ieri l’ufficialità della cancellazione dei 2 paralleli, quello maschile e quello femminile che avrebbero dovuto disputarsi il 12 e 13 novembre a Lech-Zuers in Austria. A neanche un mese dall’apertura della Coppa del Mondo di sci alpino si sono già verificate ben 7 cancellazioni di gare che avrebbero dovuto disputarsi nel mese di novembre. Alcune verranno recuperate, come il gigante di Soelden, altre no, fortunatamente, come i paralleli austriaci, mentre delle restanti non vi è ancora notizia. A questo punto la domanda sorge spontanea: perché la Federazione Internazionale Sci alpino non ha organizzato gare dove il fattore clima non rappresenta un problema?

Mettendo tutto nel giusto contesto, è chiaro che organizzare una tappa di Coppa del Mondo di sci alpino ha dei costi, il caro energia non aiuta di certo e ci sarebbe anche il problema dell’inutilizzabilità della Russia e della Cina, anche se in passato solo in sporadiche occasioni si è gareggiato in Cina, mentre la Russia era un feudo di altre federazioni come il fondo e il biathlon. Dall’altro lato della medaglia però, viene da chiedersi come abbiano fatto gli organizzatori della Coppa del Mondo a non considerare l’idea di aggiungere tappe in America del Nord, dato che il circuito ci farà tappa per le prove veloci di Lake Louise e Beaver Creek, perché non aver aggiunto una settimana di gare lì. È tutt’altro che improbabile che vengano aggiunte almeno una discesa per ciascun sesso nelle tappe precedentemente menzionate con l’obiettivo di recuperare almeno una delle gare di Cervinia ma, a patto che venga fatto, sarebbe comunque troppo poco.

In secondo luogo, è mai possibile che una terra dove atleti e atlete vanno ad allenarsi ogni singola pre-stagione come l’Argentina, o il Cile, non sia mai stata presa in considerazione nelle ultime decadi per ospitare una tappa di Coppa del Mondo? Questa ipotesi, che non sembra voler essere percorsa in nessun modo, permetterebbe al circuito di iniziare a ottobre, se non anche prima e, visto che le atlete sarebbero più o meno tutte già lì con le rispettive nazionali, semplificherebbe la vita in modo esagerato. C’è anche da dire che ormai ci siamo abituati agli opening “fuori stagione” e all’idea di avere, ad esempio a inizio ottobre delle gare in Sud America stuzzicherebbe e molto gli appassionati, magari un po’ meno atlete e atleti… ma comunque una soluzione assolutamente possibile che quest’anno più che mai poteva essere tirata fuori.

La sensazione è che la FIS ancora una volta abbia perso un’occasione per fare la cosa giusta. Non resta che attendere e vedere se, come e quando, verranno recuperate le gare cancellate in una stagione che minaccia di essere una delle più disastrose della storia. Basti pensare ai campionati mondiali in programma, tutti più o meno tra febbraio e marzo, o alle discipline di budello che si vedono praticamente annullare le gare che già in tempi “normali” si possono contare sulle dita di una mano. Vedremo, la sensazione è che sia veramente difficile levare le gambe da questa situazione, almeno che l’altissimo non decida di abbassare improvvisamente le temperature.

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