domenica, 26 Maggio 2024

Pesta e minaccia la moglie per anni: gendarme vaticano condannato a 20 mesi di carcere

Ripetute violenze e maltrattamenti nei confronti della moglie, anche lei dipendente dello Stato Pontificio. Le accuse sono state supportate anche dai referti dei medici dell'ospedale.

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Un gendarme del Vaticano di 45 anni è stato condannato nella giornata di ieri a scontare 20 mesi di carcere per violenze e minacce di morte alla moglie, sua collega. Gli episodi risalgono tutti a fine 2016 e inizio 2017, la data della prima colluttazione denunciata dalla donna risale al mese di agosto 2016 quando l’aggressore le aveva lasciato un ematoma evidente sul braccio destro. Gli episodi, tutti risalenti a quel periodo, vengono dettagliatamente descritti nel referto della Procura sebbene alcuni dei quali siano irriportabili.

Dopo pochi mesi di matrimonio i primi episodi

“Dopo circa tre mesi dal matrimonio abbiamo cominciato ad avere delle crisi e mio marito ha iniziato ad avere un atteggiamento aggressivo e violento nei miei confronti“, così inizia la denuncia della donna. L’uomo si sarebbe sentito oppresso dalla moglie, arrivando a strattonarla, spintonarla e prendendola a calci e pugni su tutto il corpo, secondo quanto recita il capo di imputazione. Il 45enne si sfogava rompendo oggetti talvolta anche di valore oltre che massacrando la compagna.

Il 18 settembre 2016 l’ex gendarme pontificio avrebbe picchiato la moglie con schiaffi e altri pugni e l’avrebbe minacciata dicendole che le avrebbe aperto la testa con un martello. Pochi giorni dopo, il 21 settembre la vittima è stata «schiaffeggiata violentemente» – si legge ancora negli atti della Procura – e si era ritrovata con dei graffi sul viso. Il 17 novembre 2016, l’imputato avrebbe nuovamente picchiato la moglie, colpendola con calci e pugni su tutto il corpo. L’ultima imputazione risale all’11 febbraio 2017: la donna sarebbe stata aggredita violentemente, annota il pubblico ministero: sarebbe stata schiaffeggiata e, durante la discussione l’ex gendarme vaticano le avrebbe fatto sbattere la testa contro una delle librerie presenti in casa: “Mi ha letteralmente lanciata contro lo spigolo del muro” ha raccontato la donna.

La vittima trova il coraggio di denunciare

Le violenze continuavano a detta sua giorno dopo giorno, finché la donna ha denunciato ogni singolo episodio alle Autorità. Da qui il processo penale conclusosi 6 anni dopo, nella giornata di ieri nel quale è stato condannato a 20 mesi di carcere. Le accuse sono state ovviamente supportate anche dai referti dei medici dell’ospedale San Carlo, a cui la vittima si è rivolta nonostante il suo aggressore le sconsigliasse di recarsi al pronto soccorso.

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