venerdì, 31 Marzo 2023

“Anche preti e suore hanno il vizio del porno, il diavolo entra da lì”: Papa Francesco mette in guardia i seminaristi

Papa Francesco nell'ultima udienza ha messo in guardia i seminaristi e i sacerdoti sulle tentazioni della pornografia nel digitale, senza demonizzare la tecnologia. "Una cosa che indebolisce l’anima, indebolisce il cuore sacerdotale, una realtà che tocca i sacerdoti, i seminaristi, le suore, le anime consacrate".

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«Non dirò: “Alzi la mano chi ha avuto almeno un’esperienza di questo genere”, non lo dirò. Ma ognuno di voi pensi se ha avuto l’esperienza o ha avuto la tentazione della pornografia nel digitale. È un vizio che ha tanta gente, tanti laici, tante laiche, e anche sacerdoti e suore. Il diavolo entra da lì». Questa una delle risposte chiare e senza fronzoli date da Papa Francesco nell’ultima udienza con i seminaristi e sacerdoti tenutasi in Vaticano il 24 ottobre e verbalizzata sul bollettino ufficiale della Santa Sede solo oggi, 26 ottobre. Nessuno probabilmente si aspettava che il Pontefice avrebbe affrontato senza troppi giri di parole il tema del mondo del porno sul web, mettendo in guardia i giovani chierici dal materiale peccaminoso che pullula in rete.

«Lo dico a chiare lettere. E non parlo soltanto della pornografia criminale come quella degli abusi dei bambini, dove tu vedi in vivo casi di abusi: questa è già degenerazione. Ma della pornografia un po’ normale», ha precisato Bergoglio. «Cari fratelli, state attenti a questo. Il cuore puro, quello che riceve Gesù tutti i giorni, non può ricevere queste informazioni pornografiche. Che oggi sono all’ordine del giorno». Il Papa ha inoltre invitato a cancellare dal cellulare tutto ciò che è possibile, in modo tale da non avere «la tentazione alla mano». Nel caso in cui un uomo o una donna di Chiesa dovesse poi imbattersi in video e foto che non possono essere cancellate, deve imparare a difendersi, perché pare si tratti di «una cosa che indebolisce l’anima, indebolisce il cuore sacerdotale». «Scusatemi se scendo a questi dettagli sulla pornografia – ha proseguito -, ma c’è una realtà: una realtà che tocca i sacerdoti, i seminaristi, le suore, le anime consacrate».

Papa: “Usare i cellulari come l’aiuto per comunicare”

Tuttavia, Bergoglio non ha demonizzato l’universo digitale e le innovazioni tecnologiche, spiegando a un seminarista che gli chiedeva come comportarsi con i social media: «Queste cose si devono usare, perché è un progresso della scienza, fanno un servizio per poter progredire nella vita». «Io non li uso perché sono arrivato tardi, sapete? – ha aggiunto – Quando sono stato ordinato vescovo, 30 anni fa, me ne hanno regalato uno, un telefonino, che era come una scarpa, grande così, no? Io dissi: “No, questo non ce la faccio a usarlo”. E alla fine ho detto: “Farò una chiamata”. Ho chiamato mia sorella, l’ho salutata, poi l’ho restituito. “Regalami un’altra cosa”. Non sono riuscito a usarlo. Perché la mia psicologia non andava o ero pigro, non si sa». Il Santo Padre ha affermato che i cellulari devono essere utilizzati «come l’aiuto per andare avanti, per comunicare».

Bergoglio: “Non vivere il sacerdozio come impiego, è servizio sacro a Dio”

Il Santo Padre ha anche colto l’occasione per lanciare un monito ai nuovi rappresentanti di Cristo, spiegando di guardarsi bene dal «vivere il sacerdozio come fosse un impiego». Papa Francesco ha spiegato che prendere la missione come una funzione finisca per trasformare il sacerdote in uno «zitellone, con tante abitudini maniacali, un nevrotico quotidiano». «Stai attento, stai attento a questo. Non cercare la propria comodità; il sacerdozio è un servizio sacro a Dio, il servizio di cui l’Eucaristia è il più alto grado, è un servizio alla comunità. Se tu non te la senti, parla con il vescovo, forse sarai un buon padre di famiglia, ma per favore non siate funzionari». Queste le battute finali della lunga udienza di Papa Francesco.

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