giovedì, 29 Settembre 2022

Florida, Fbi nella tenuta di Donald Trump: blitz legato a documenti sulle armi nucleari

La principale preoccupazione del governo americano è infatti che queste informazioni possano finire in mani sbagliate. Intanto nel Paese, si respira un'aria sempre più tesa, dove le perquisizioni in casa dell'ex presidente hanno "agitato" la base più radicale dell'elettorato trumpiano.

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Il motivo del blitz nella tenuta di Donald Trump in Florida da parte della Fbi, potrebbe essere legato alle armi nucleari. Stando a quanto riferito dal Washington Post, i federali cercavano proprio documenti top secret sulle armi atomiche. La principale preoccupazione del governo americano è infatti che queste informazioni possano finire in mani sbagliate. In particolare, si tratta di documenti di solito nelle mani di un numero molto ristretto di persone. Resta ancora in dubbio se queste carte siano state recuperate nell’abitazione dell’ex presidente di Trump e se le informazioni riguardino effettivamente armi in possesso degli Stati Uniti o di altre potenze straniere. Nessun commento da parte di Trump né dal dipartimento di Giustizia. Ma l’ex presidente sul suo social Truth, ha tuonato contro Biden: “Non sapeva del raid? Non ci crede nessuno”.

Ucciso l’uomo che aveva cercato di irrompere nella sede dell’Fbi in Ohio

Ricky Shiffer, l’uomo armato che aveva tentato di irrompere nella sede della Fbi, a Cincinnati, in Ohio, intanto è stato ucciso, dopo ore di inseguimenti e trattative affinché si consegnasse spontaneamente alle autorità. Davanti al suo tentativo di entrare nell’ufficio armato di pistola e fucile, forse un Ar-15, gli agenti speciali sono intervenuti subito, aprendo il fuoco. La caccia all’uomo è durata diverse ore, fino all’uccisione di Ricky Shiffer. Episodi come questo lasciano intendere l’aria tanto tesa che ormai si respira nel Paese, dove le perquisizioni in Florida hanno “agitato” ancora di più la base più radicale dell’elettorato trumpiano. Minacce di morte sono arrivate anche al capo dell’Fbi, Christopher Wray. In base alle prime informazioni arrivate dopo la morte di Shiffer, l’uomo era un acerrimo sostenitore dell’ex presidente americano con legami con gruppi estremisti, tra i quali uno che ha preso parte all’assalto al Congresso del 6 gennaio. L’uomo infatti sarebbe apparso in un video pubblicato su Facebook a un comizio pro-Trump a Washington, la sera prima dell’assalto al Campidoglio.

Trump contro la mozione che vuole rendere pubblico il contenuto del mandato di perquisizione

Il ministro della Giustizia Merrick Garland ha riferito di essere stato lui stesso ad aver autorizzato la perquisizione. L’ex presidente americano Trump, intanto, non ha ancora deciso se si opporrà o meno alla mozione presentata dal dipartimento di Giustizia, che vuole rendere pubblico il contenuto del mandato di perquisizione. Il tribunale della Florida ha stabilito che entro le 15 di oggi, 12 agosto, il dipartimento di Giustizia dovrà comunicare se Donald Trump si opporrà o meno alla mozione.

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