sabato, 1 Ottobre 2022

Bilanci truccati per i contributi covid: imprenditore condannato a 3 anni confiscati 670mila euro

Le Fiamme Gialle di Asti hanno eseguito la confisca di beni per 670mila euro ai danni dell'imprenditore Pierpaolo Gherlone. L'uomo è stato condannato per aver commesso il reato di bancarotta fraudolenta e di aver falsificato i bilanci per usufruire dei contributi Covid-19.

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Nella giornata di mercoledì 10 agosto, i Finanzieri del Comando Provinciale di Asti hanno eseguito la confisca del denaro presente sui conti bancari dell’imprenditore Pierpaolo Gherlone. Lo rende noto l’ufficio stampa delle Fiamme Gialle con un comunicato arrivato in redazione. Oltre ai conti correnti, sono state sequestrate anche 3 macchine di lusso, 5 terreni ubicati nell’Astigiano e alcune quote societarie, per un totale di 670mila euro. Secondo la ricostruzione che ha portato alla confisca, l’uomo si è reso responsabile di reati di natura fiscale, di indebita percezione di contributi a fondo perduto istituiti per far fronte all’emergenza Covid-19, nonché del reato di bancarotta fraudolenta.

Le indagini

Le indagini condotte nel 2021 avevano accertato che l’imprenditore, nel biennio 2019-2020, aveva acquisito per fini illeciti la carica di rappresentante legale di due società della provincia di Asti, al fine di conseguire indebitamente i contributi per il Covid 19. In questo modo avrebbe tratto in inganno l’Agenzia delle Entrate comunicando un volume d’affari fittizio per far risultare il calo di un terzo del fatturato, elemento necessario per ottenere il beneficio pubblico.

Infine, nella carica di liquidatore di due società Astigiane dichiarate fallite nel 2020, l’indagato avrebbe distratto e dissipava somme pari a quasi 650mila euro tramite prelievi in contanti dai conti correnti aziendali e ingiustificati pagamenti. Una parte di queste somme sarebbero state impiegate e trasferite in altre attività, riconducibili allo stesso, realizzando così anche il reato di autoriciclaggio e indebita compensazione fiscale. Il Tribunale, a seguito di patteggiamento, ha condannato l’imputato ad una pena detentiva di 3 anni e 6 mesi.

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