martedì, 16 Agosto 2022

“Intossicazione alimentare”: bimbo morto a Sharm, papà grave in rianimazione. Indagini su personale medico del resort

La famiglia di Palermo era in vacanza dal 26 giugno. Il bimbo di 6 anni è morto sabato scorso dopo 36 ore di vomito e dissenteria; il padre è in gravissime condizioni, attaccato a un respiratore. Sul caso stanno indagando la Procura di Sharm el Sheik e il Consolato Onorario italiano. La madre: "Aiutateci a rientrare a casa".

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Una vacanza magica in un resort a Sharm el Sheik, sulle limpide acque del Mar Rosso, si è trasformata in una tragedia senza fine per una famiglia di Palermo. Un bambino di 6 anni, Andrea Mirabile, è morto sabato scorso dopo 36 ore di agonia, l’ipotesi è che si sia trattato di un’intossicazione alimentare. Il padre, Antonio Mirabile, è ricoverato in rianimazione in gravissime condizioni nell’Ospedale internazionale di Sharm, mentre la madre, Rosalia Manosperi, incinta di quattro mesi è fortunatamente fuori pericolo. Il 46enne, dipendente Anas, che aveva accusato prima del figlio dolori e nausea, è attaccato al respiratore, in quanto non ha ripreso il normale funzionamento dei polmoni. L’uomo presenta inoltre seri problemi al fegato che, stando alle dichiarazioni dei parenti, starebbero rientrando.

“Bisogna aspettare”, queste le uniche dichiarazioni rilasciate dalle autorità sanitarie egiziane in merito alla situazione clinica di Antonio. Sul caso stanno indagando la Procura di Sharm el Sheik, assieme al Consolato Onorario italiano a Sharm el Sheikh che ha guidato e sostenuto la famiglia Mirabile per sporgere denuncia. Le accuse per ora si concentrano sul personale medico del resort, a cui si è rivolta la famiglia quando il bimbo ha iniziato a star male, seguito a distanza di poche ore dal padre. Per i sanitari non era null’altro che una banalissima intossicazione da curare con flebo di acqua fisiologica per combattere la disidratazione e “non meglio specificate pillole da assumere nelle ore successive alla visita”. Nel frattempo sono partite le verifiche sulle condizioni delle scorte alimentari utilizzate nella struttura alberghiera.

La vicenda

La famiglia era arrivata a Sharm el Sheik per una vacanza il 26 giugno. Tutto è precipitato venerdì scorso, quando il piccolo Andrea ha cominciato ad accusare vomito e dissenteria, stessi sintomi che hanno poi colpito il padre e in maniera molto lieve la madre. Questi ultimi, preoccupati per le condizioni del figlio, hanno chiamato su consiglio del resort la guardia medica, che ha diagnosticato per tutti un’intossicazione alimentare da curare con flebo e pillole. Dopo qualche ora non ci sono stati miglioramenti né per Andrea né per Antonio, motivo per cui Rosalia ha pensato bene di chiamare l’ambulanza. “Disperati, sono corsi all’ospedale internazionale di Sharm, ma all’arrivo al nosocomio Andrea è morto. Sotto choc, mia sorella mi ha raccontato che i medici per un’ora hanno tentato di rianimare il bambino. Mio cognato è grave ed è in rianimazione con problemi cardiaci, ai reni e polmonari: ha una saturazione bassissima da giorni“, ha spiegato Roberto Manosperti, zio del bambino.

Stando al racconto dei familiari la coppia avrebbe sempre mangiato nel resort e bevuto acqua in bottiglia. “Abbiamo cercato di noleggiare un volo privato per farli rientrare ma a parte il costo che si aggira attorno ai 35mila euro, ci sarebbe da attendere almeno quattro giorni prima di partire. Inoltre, l’équipe medica che dovrebbe salire a bordo chiede i referti sanitari che dall’ospedale non ci danno. Ci hanno dato solo una relazione che il nostro medico di Palermo definisce lacunosa e contraddittoria”, ha aggiunto Roberto Manosperti.

L’appello della mamma

“Chiedo a tutte le istituzioni competenti di attivarsi affinché ci riportino in Italia il prima possibile, con un volo di linea speciale, perché le nostre condizioni di salute non ci permettono di prendere un volo di linea normale. Aiutateci per favore a rientrare a casa“, questo il messaggio audio di Rosalia affidato a una testata di Palermo. La donna, che aspetta una bambina, è ancora ricoverata e tenuta sotto stretta osservazione medica. “Al momento, pare che non ci siano problemi. Ovviamente però siamo preoccupati”, spiega rassicurando sulla sua gravidanza. La Farnesina sta cercando di organizzare il rientro della coppia il prima possibile e il rimpatrio della salma del piccolo Andrea.

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