sabato, 2 Luglio 2022

Ricerca, salute e volontariato: il 5×1000 non è soltanto per la Chiesa cattolica

La Fondazione Italiana Endometriosi, Lollo10, la Croce Rossa Italiana sono solo alcuni degli enti che hanno un impatto enorme nella vita delle persone a cui poter devolvere il 5x1000. Con questi fondi si possono finanziare più di 12mila associazioni a sostegno di volontariato, ricerca scientifica e sanitaria.

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“Alcuni anni fa mi è stata diagnosticata una patologia che in Italia risulta invalidante solo al III e al IV stadio, che provoca immani sofferenze e per cui non esiste ancora una cura definitiva: l’endometriosi. Migliaia di donne ne soffrono, ma la ricerca scientifica non sta portando grandi risultati, vista la mancanza di fondi“. Tuttavia, esiste un modo per finanziare la ricerca, come ogni anno arriva infatti il periodo della dichiarazione dei redditi e la fatidica domanda del commercialista: “A chi vogliamo donare il 5×1000?”. Un gran bell’interrogativo, soprattutto se non si conoscono le migliaia di opzioni che si hanno a disposizione e si sente costantemente in radio e in tv lo slogan “Devolvi il 5×1000 alla Chiesa cattolica”.

Ebbene sì, migliaia di opzioni, per l’esattezza sono 12.402 le Onlus accreditate dall’Agenzia delle Entrate per ricevere il bonus, associazioni o fondazioni divise in quattro categorie: ricerca scientifica; ricerca sanitaria; associazioni sportive dilettantistiche; enti di volontariato. Innumerevoli possibilità per contribuire allo sviluppo di realtà e programmi di notevole interesse umanitario, sociale e ambientale. Tuttavia, tolti quei pochi enti che possono permettersi una pubblicità più o meno diffusa, c’è una quasi totale disinformazione a riguardo.

Cos’è il 5×1000

Il 5×1000 è una quota dell’imposta IRPEF che lo Stato ripartisce tra enti del terzo settore che svolgono attività socialmente utili. Fin dai suoi esordi nel 2006 con una formula sperimentale, il 5×1000 ha riscosso un enorme successo, con 16 milioni di contribuenti italiani che hanno aderito e devoluto questa quota, diventando così una forma di supporto indispensabile per tutti gli enti no profit che hanno avuto modo di trarne beneficio. Al momento della dichiarazione dei redditi, il cittadino può decidere se devolverla oppure no e non ha alcun costo aggiuntivo, dato che viene detratta dall’imposta IRPEF.

Come scegliere l’ente più affine alle nostre esigenze

Decidere a chi donare il proprio 5×1000 è una scelta ardua e decidere di non donarlo significa togliere la possibilità a qualche ente di fare del bene. Non esiste un metodo nella scelta, né una fondazione che vada bene per tutti, ma esistono realtà affini alla nostra sfera privata, al nostro vissuto o alle esperienze delle persone che ci circondano. Talvolta semplicemente entriamo in contatto con delle Onlus che ci toccano il cuore per il nobile scopo per cui lottano, pur non coinvolgendoci in prima persona o non rappresentando una nostra esperienza diretta. Spesso, non sapendo bene a chi devolvere, si chiede consiglio a parenti e amici che ci mettono a conoscenza di patologie, interessi o realtà di cui ignoravamo l’esistenza; altre volte la scelta può essere dettata da una predilezione che abbiamo o dagli ideali che perseguiamo, come nel caso delle associazioni ambientaliste. Non importa a chi venga donato, purché non vada perso.

La mia scelta

Le prime volte che ho stilato la dichiarazione dei redditi mi venivano proposte le alternative più “convenzionali” e gettonate: la Chiesa cattolica e Telethon. Tra le due ho sempre scelto la seconda, visto che le donazioni vanno alla ricerca scientifica, ma non sono le uniche opzioni a disposizione e l’ho scoperto per esperienza diretta. Da alcuni anni infatti soffro di una patologia che ha cambiato la mia vita e quella di tante altre donne: l’endometriosi. Si tratta di una malattia che modifica lo stile e la qualità della vita e viene riconosciuta come invalidante solo al III e al IV stadio; è una condizione patologica molto dolorosa che può portare a una menopausa precoce e all’infertilità e provoca quindi danni fisici e psicologici. Be’, la Fondazione Italiana Endometriosi ha come scopo la ricerca di metodi per migliorare l’esistenza delle donne come me e l’assistenza sanitaria adeguata, che spesso è economicamente improponibile o tempestivamente indisponibile, quindi la mia scelta ricade ogni anno su questa Onlus per ragioni prettamente personali e la consiglio a chiunque mi chieda un parere.

La scelta di chi mi sta intorno

La Fondazione Italiana Endometriosi non è l’unica piccola realtà che ha la possibilità di espandersi attraverso le donazioni. Già all’interno della mia famiglia ne vengono supportate altre due: Lollo10 e Peter Pan ODV. Lollo10 è un’associazione nata da una famiglia di Roma che ha perso il proprio figlio, Lorenzo, a causa di un male incurabile e investe i proventi delle donazioni a sostegno di iniziative per i bambini e per le loro famiglie in cura presso i reparti di Neurochirurgia Infantile e Oncologia Pediatrica del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. L’associazione Peter Pan ODV, invece,  si occupa di dare ospitalità gratuitamente all’interno della Grande Casa di Peter Pan ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie quando, per sottoporsi alle terapie, devono stare lontani da casa propria. Altre realtà socialmente utili e importanti che vengono supportate da molte delle persone che mi stanno intorno sono associazioni di volontariato, come gruppi specifici della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile, o enti rivolti alla salvaguardia dell’ambiente, come WWF e Greenpeace.

L’importanza del 5×1000

Sebbene si tratti di una cifra irrisoria, di una quantità davvero minima di fondi, è realmente importante devolvere il 5×1000. È una goccia in mezzo al mare, ma è quella goccia che potrebbe cambiare la vita a una persona sofferente, che potrebbe portare un filo di luce e di speranza a chi l’ha persa, che potrebbe fornire alle associazioni di volontariato i mezzi per aiutare la popolazione, che potrebbe migliorare la qualità dell’ambiente in cui si vive o garantire la salvaguardia di specie in via di estinzione, che potrebbe arrivare dove lo Stato non ha intenzione di agire.

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