martedì, 24 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, conclusi i negoziati. Bombe su fabbrica di pane: 13 morti. Camion contro cancello all’ambasciata russa a Dublino – VIDEO

Ai colloqui tra le delegazioni non c'è intesa sui corridoi umanitari, solo piccoli passi avanti. A Melitopol presa la torre tv e le torri di comunicazione. Nave russa in ritirata dopo essere stata colpita a Odessa. Italia nella lista nera dei Paesi ostili alla Russia.

Da non perdere

Alle 15 circa (orario italiano) di questo lunedì 7 marzo, ha avuto inizio il terzo round di colloqui del negoziato tra la delegazione russa e quella ucraina e sembrerebbe incentrato sui corridoi umanitari che hanno avuto notevoli difficoltà nella giornata di ieri. I colloqui sono terminati intorno alle nostre ore 19, quanto ai risultati si parla solo di piccoli passi avanti sui corridoi umanitari, che però continuano a essere oggetto di scontro tra i delegati.

La situazione attuale in Ucraina

Nel frattempo continuano i bombardamenti da parte della Russia: a Makariv, un quartiere a ovest di Kiev, è stata colpita una fabbrica di pane da un attacco aereo che ha provocato 13 morti; 5 persone sono state tratte in salvo, ma si ritiene che nell’edificio ne fossero presenti circa una trentina. La conta delle vittime civili ucraine, secondo quanto riferito dall’Onu, è salita a 406, di cui 27 bambini, e sono almeno 800 i feriti da quando sono iniziati gli scontri; tuttavia, l’Onu precisa che il numero di morti e feriti potrebbe essere più alto. A Melitopol, una città dell’Ucraina sud-orientale, le armate russe hanno preso il controllo della torre tv e delle torri radio, come annunciato in una diretta Facebook dal sindaco, Ivan Fedorov, mentre la popolazione è scesa in strada per manifestare contro l’invasione. La Marina ucraina riporta sui social media che nel Mar Nero, di fronte a Odessa, una nave russa si è ritirata dopo essere stata colpita dalle forze armate locali. Kuleba, il ministro degli Esteri ucraino, ha chiesto nuovamente la no-fly zone per salvaguardare la popolazione del Paese, pur sapendo che, se la Nato dovesse accettare questa richiesta, la guerra si estenderebbe al resto dell’Europa.

Peskov: “Per concludere la guerra l’Ucraina deve accettare le condizioni russe”

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è stato intervistato telefonicamente oggi da Reuters e ha dichiarato che la Russia è intervenuta in Ucraina perché “era solo questione di tempo” prima che la Nato dispiegasse i propri missili sul territorio come ha fatto in Romania e in Polonia: “Ci siamo semplicemente resi conto che non potevamo sopportare ulteriormente ciò”. Ha chiarito anche la situazione delle due repubbliche separatiste: “Non siamo noi a portare via il Lugansk e il Donetsk all’Ucraina. Il Donetsk e il Lugansk non vogliono essere parte dell’Ucraina ma ciò non significa che debbano per questo essere distrutti. Per il resto l’Ucraina è uno Stato indipendente che vivrà come vuole ma in condizioni di neutralità”. Peskov ci ha tenuto a evidenziare che l’Ucraina conosce perfettamente le condizioni della Russia per porre fine a questa guerra, fin dal primo giorno di negoziato: le richieste russe sono di interrompere le azioni militari, incorporare la neutralità nella Costituzione, riconoscere Donetsk e Lugansk come Stati indipendenti e la Crimea come torritorio russo. Se l’Ucraina accetterà queste condizioni, Putin interromperà gli attacchi.

Mosca: “Tra i Paesi ostili anche l’Italia”

Mosca ha reso nota oggi una lista di 27 Paesi ritenuti ostili, tra cui compare anche l’Italia, gli USA e il Regno Unito. Secondo il governo di Mosca, si tratta di Stati stranieri “che commettono azioni ostili contro la Russia, le sue compagnie e i cittadini”, in cui sono segnalati tutti i territori che hanno approvato o sostenuto le sanzioni contro Mosca, che siano essi nazioni grandi o piccole, tra cui Andorra, Monaco, Islanda, San Marino e, di importanza fondamentale visti i trascorsi storici, la Svizzera che ha interrotto la tradizionale neutralità per sostenere i provvedimenti contro la Russia.

La situazione in Europa

A Dublino un uomo è stato fermato dalla polizia irlandese per essersi lanciato con il suo camion contro il cancello dell’Ambasciata russa, teatro di numerose proteste nelle ultime settimane, abbattendolo. Sembrerebbe che l’autista abbia dichiarato, al momento dell’arresto, di aver “fatto la sua parte”. Secondo quanto comunicato dal ministero dell’Interno, aumenta il numero dei rifugiati ucraini in Italia, che secondo i dati di questa mattina hanno raggiunto la quota di 17.286, di cui 3mila nella ultime 24 ore. Le destinazioni più quotate sono Roma, Milano, Napoli e Bologna, città in cui la maggioranza della popolazione ucraina (8.608 donne, 1.682 uomini e 6.996 minorenni) raggiunge familiari o conoscenti già presenti sul territorio italiano, per cercare rifugio e conforto.

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