sabato, 28 Maggio 2022

Assalti, atti vandalici e recensioni negative: nella “guerra” dei no vax paga chi rispetta la legge

Un susseguirsi di atti vandalici e raid diffamatori nella penisola. L'episodio più recente a Modena, ai danni di una pasticceria locale. Chi chiede il green pass e di mettere la mascherina viene spesso preso di mira.

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I no vax colpiscono ancora, ad oltranza, in lungo e in largo per la penisola. Nelle ultime settimane si sono susseguiti in tutta Italia diversi atti vandalici ad opera di questi sedicenti ed autoproclamati rivoluzionari odierni. Non si contano più, ormai, le minacce di morte e gli insulti online da parte di antivaccinisti, spesso organizzati in veri e propri assalti a profili o pagine social. Telegram è uno dei principali teatri della vicenda. Qui addirittura si scambiano green pass falsi e ci si organizza per compiere azioni, anche violente. La Polizia postale ha di recente identificato l’amministratore di un canale telegram nel quale si  incitava alla violenza durante manifestazioni pubbliche e minacciavano figure come Mario Draghi, Joe Biden e Bill Gates. Alcuni canali sono stati oscurati dalla stessa app di messaggistica per ragioni simili. Ma le proteste dei no vax sembrano sempre più allontanarsi dal loro luogo d’origine, il web.

Gli atti vandalici

Nella prima settimana di gennaio scritte sui muri sono comparse al cimitero di Nembro, nel bergamasco, dove la pagina Facebook del comune è stata anche assalita con commenti pieni di insulti e tesi complottiste. Cancellate dal comune, le scritte sono ricomparse pochi giorni dopo accompagnate, questa volta, da volantini. Stesso modus operandi anche al Cimitero di Como, appena una settimana fa. Frasi simili su due scuolabus a Castellana Grotte, nel barese, dove il sindaco è stato costretto a ricorrere alla Polizia Postale dopo che il post Facebook in cui denunciava l’accaduto è stato preso d’assalto dai no vax. Ad essere presi di mira sono spesso Hub vaccinali e Covid Point: un vetro mandato in frantumi e due transenne gettate in un fossato a Treviso, olio da motore sulle pareti a Milano, scritte sui muri a Imola. Ieri le medesime scritte sono state rinvenute davanti all’entrata di una farmacia a San Giorgio Bigarello, nel Mantovano.

La guerra ai cittadini a colpi di recensioni

Sempre più spesso a fare le spese di questi sovversivi dei giorni nostri, non sono solo i beni della comunità, ma anche gli onesti cittadini e lavoratori. La tattica è semplice: entrare in locale aperto al pubblico (bar, ristoranti, negozi) provocatoriamente privi di green pass o dei dispositivi di protezione individuale, le meglio note “mascherine”, ed attendere la reazione del personale. Il tutto rigorosamente ripreso da un telefono e poi condiviso sul web, per darne visione ad altri no vax. A questo punto l’intero gruppo si attiva e sommerge di recensioni negative le attività in questione. Così baristi, ristoratori e negozianti che hanno tirato su un’attività con il sudore della propria fronte, investendoci tempo e denaro, si ritrovano al centro di un ciclone che mette a rischio il lavoro di una vita. La loro una colpa? Aver seguito la legge.

Il caso di Modena

L’episodio più recente si è verificato nel fine settimana a Modena, dove due no mask sono entrati in una nota pasticceria locale senza indossare le mascherine – da loro definite “museruole”. Invitati a munirsi dei dispositivi di protezione, da parte sia dei clienti sia del personale, i due hanno opposto resistenza, provocando i presenti ed invitandoli a “togliersi la museruola”. A questo punto il proprietario del locale ha chiamato le autorità, i due “ribelli” hanno alzato i toni, urlando insulti contro il personale tutto, e sono stati allontanati. «Prima ha offeso mia figlia, lei gli ha risposto e alla fine la lite è degenerata in spintoni e botte.» ha raccontato il gestore. I responsabili dell’accaduto, identificati dalla Polizia, non sarebbero nuovi ad incursioni di questo tipo ed avrebbero già ricevuto diverse segnalazioni. Appena uscito dal locale, uno dei due no mask ha postato il video dell’accaduto sul suo canale Telegram, che conta circa 10 mila iscritti, ed una valanga di recensioni negative si è abbattuta sulla pasticceria. Un esercito di giustizieri abilmente nascosti dietro l’anonimato, ha preso d’assalto gli account commerciali dell’attività. Si tratta di soggetti che, probabilmente, non sono nemmeno mai entrati nella pasticceria, geolocalizzati in diverse parti d’Italia, ma accomunati dalla proprie credenze antiscientifiche. «Addirittura sono riusciti a scrivere sull’account che il locale è chiuso per sempre perché fallito, me l’ha segnalato un mio storico cliente. Nelle prossime ore andremo a depositare la denuncia. Queste persone andrebbero fermate.» ha concluso il proprietario.

Trovare una soluzione 

Una impressionante sequenza di fatti, di cui la vicenda di Modena non è che l’ultimo tassello. I raid diffamatori, verificatisi in tutta la penisola, sono infatti numerosi e sempre più frequenti. Una situazione che meriterebbe di essere tenuta in conto. Scegliere di non adottare l’obbligo vaccinale e delegare i controlli pone i gestori dei locali in una posizione molto scomoda. Di fatto le norme messe in campo fino ad oggi hanno lasciato ampio spazio ai detrattori della scienza, che hanno avuto modo di plagiare un’enorme quantità di persone. Un vero e proprio mercato della disinformazione si è sviluppato in tutto il mondo, di questo oggi paghiamo le conseguenze ed a questo è sempre più necessario trovare un rimedio.

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