sabato, 22 Gennaio 2022

Imprese strozzate dai costi sull’energia, Confindustria: “Nel 2022 impennata da 20 a 37 miliardi”

"Il Governo agisca subito, è una tempesta perfetta" affermano dall'associazione degli industriali. Il rincaro mastodontico sulla bolletta 2022 potrebbe portare gli imprenditori italiani a trasferire la produzione all'estero.

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L’aumento dei costi sull’energia si sta ritorcendo come un boomerang anche sui bilanci di tutte le aziende e potrebbe portare presto a un totale stallo delle produzioni. È questo l’allarme lanciato dal vicepresidente di Confindustria per le filiere e le medie imprese, Maurizio Marchesini, a cui si unisce anche l’appello di Coldiretti per le imprese agricole, ‘strozzate’ dagli aumenti dei costi e dai prezzi di vendita inadeguati. “Il Governo agisca subito, è una tempesta perfetta” dichiarano dall’associazione degli industriali.

In effetti, dalla stima di Confindustria emerge che se “il costo dell’energia per le imprese nel 2019 è stato di 8 miliardi, nel 2021 di 20 miliardi, la previsione amara per il 2022 – spiega Marchesi – è di ben 37 miliardi”. Un rincaro mastodontico sulla bolletta 2022, che potrebbe portare gli imprenditori italiani a trasferire la produzione all’estero.

“Il mondo della ceramica, della carta e il siderurgico sta fermando gli impianti o producendo a ritmi molto ridotti – prosegue Marchesi -. È un livello assolutamente insostenibile per le imprese, così non ce la possiamo fare. ” Il vicepresidente di Confindustria si augura quindi che i ministeri competenti aprano, al più presto, un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per fissare una serie di interventi utili a salvare le imprese. “Abbiamo bisogno di azioni immediate e di una strategia di medio-lungo periodo” concludono da Confindustria.

Coldiretti: “Serve responsabilità”

Anche il mondo agricolo arranca. Coldiretti evidenzia che “per le operazioni colturali gli agricoltori hanno dovuto affrontare rialzi dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario alle attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione.” Inoltre, l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Dal rincaro delle spese energetiche non si salva nemmeno l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi, e così ancora l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio, per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.

“Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle” chiosa Coldiretti.

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