giovedì, 20 Gennaio 2022

Covid, incidenza settimanale in aumento: quattro regioni a rischio fascia gialla

Non sono confortanti i dati dell'ultimo monitoraggio dell'ISS. Altre quattro regioni rischiano di tornare in zona gialla prima delle feste.

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Crescono i contagi, i ricoveri e il numero dei pazienti in terapia intensiva a causa del Covid, così come aumentano le probabilità di vedere estendersi la temuta zona gialla. Se al Sud le regioni possono ancora tirare un sospiro di sollievo, al nord la situazione sembra peggiorare di giorno in giorno; si teme infatti che nella settimana tra Natale e Capodanno, altre regioni possano finire nella zona a basso rischio o, addirittura, in zona arancione.

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, l’incidenza settimanale a livello nazionale in netto aumento: 241 per 100.000 abitanti nella settimana tra il 10 e il 16 dicembre, contro 176 per 100mila abitanti di quella precedente. Tra il 24 novembre e il 7 dicembre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,13 (range 1,09 – 1,19), leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente, ma al di sopra della soglia epidemica. É stabile, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,09). Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 9,6% contro l’8,5% dell’ultimo monitoraggio. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 12,1%, mentre la scorsa settimana era al 10,6%.

La pressione su ospedali e terapie intensive torna a farsi gradualmente sentire, parametro fondamentale per il cambio colore delle Regioni con conseguenti restrizioni per non vaccinati. Attualmente sono a rischio Marche (area medica al 15,5% e terapie intensive al 14%), Lombardia (5.304 nuovi casi nelle scorse 24 ore, area medica al 13,6% e terapie intensive all’8,9%, sotto la soglia critica), Lazio (2.652 nuovi casi, area medica al 12,1% e terapie intensive al 9,6%) ed Emilia Romagna (2.007 nuovi casi, area medica al 10,7% e terapie intensive al 10%). L’unica a rischiare di passare in zona arancione è il Friuli Venezia Giulia, con l’area medica occupata al 23,3% e le terapie intensive al 14,3%.

 

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