sabato, 22 Gennaio 2022

Continua il giallo sulla scomparsa del boss, il figlio: “Non è morto perché investito da un treno”

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I familiari del capomafia di Sciacca, Salvatore Di Gangi, trovato morto a 79 anni in circostanze misteriose sui binari della ferrovia di Genova, hanno nominato un perito di parte che assisterà all’autopsia disposta dalla procura della Repubblica sul corpo dell’ex fedelissimo di Totò Riina.

Il figlio del boss, Alessandro di Gangi, ha spiegato questa decisione dichiarando: “Mio padre non è stato investito da un treno come è stato detto, ma assai probabilmente è morto per un malore sopraggiunto per un deficit da insulina“.

Il boss era stato rimesso in libertà su disposizione della Corte d’Appello di Palermo, che aveva sostituito la pena detentiva a 17 anni (ridotti dai giudici a 13 anni e 4 mesi) con gli arresti domiciliari, che avrebbe dovuto scontare a Sciacca, “ma della scarcerazione“, continua il figlio, “noi familiari non siamo stati avvisati, non è arrivata alcuna telefonata, non lo avremmo certamente abbandonato, anche perché mio padre era molto malato. È dal 2017 che presento istanze, tutte respinte, affinché gli venissero concessi gli arresti domiciliari per ragioni di salute, è chiaro che se fossimo stati informati ci saremmo precipitati per andare a prenderlo“.

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