lunedì, 6 Dicembre 2021

Il Tribunale UE multa Google per 2.42 miliardi: ha abusato della sua posizione dominante

Multa di 2.42 miliardi da parte dell'UE a Google, che avrebbe utilizzato scorrettamente il suo motore di ricerca per reindirizzare il traffico a Google Shopping.

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Multa salata per Google, che ha da poco ricevuto una sanzione di ben 2.42 miliardi di euro da parte del Tribunale dell’Ue. Quest’ultimo, ha infatti respinto il ricorso del colosso contro la Commissione Europea, secondo la quale l’azienda statunitense avrebbe abusato della sua posizione dominante favorendo il proprio servizio di acquisti comparativi, rispetto ai servizi concorrenti.

Nello specifico, la Commissione ha sostenuto che Google ha utilizzato scorrettamente il suo motore di ricerca per reindirizzare il traffico a Google Shopping, un servizio che consente agli utenti di confrontare prodotti e prezzi dei rivenditori online. Bruxelles ha affermato infatti che dal 2008, Google ha iniziato a favorire sistematicamente il suo servizio di shopping, tramite i risultati del popolare motore di ricerca, il cui dominio sul mercato, nella maggior parte dei paesi europei, supera il 90%. Basterebbe fare una qualsiasi ricerca per vedere come Google Shopping appare sempre  in cima ai risultati di ricerca.

Questa pratica, secondo il Tribunale, avrebbe creato uno svantaggio per i servizi di shopping dei competitors, che sono retrocessi nei risultati di ricerca e sono praticamente impossibili da trovare, col risultato che gli utenti sono stati esposte esclusivamente ai servizi di Google Shopping: “Le prove mostrano che anche il servizio rivale con il punteggio più alto appare in media solo a pagina quattro dei risultati di ricerca di Google, e altri appaiono ancora più in basso”, ha affermato la Commissione nel 2017 , quando è stata notificata multa.

Condannare i servizi rivali all’oscurità quasi assoluta viola le regole di concorrenza dell’UE e distorce il mercato interno, ha affermato l’esecutivo. Come ha dichiarato nel 2017 Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza: “Ciò che Google ha fatto è illegale secondo le norme antitrust dell’UE. Ha negato ad altre aziende la possibilità di competere nel merito e di innovare. E, soprattutto, ha negato ai consumatori europei una scelta genuina di servizi e tutti i vantaggi dell’innovazione”.

La sanzione di 2,42 miliardi di euro è stata calcolata in base alle entrate ottenute da Google dal 2008 al 2017 in 13 paesi del mercato unico che la Commissione riteneva interessati dalla pratica sleale: Germania, Regno Unito (ancora membro dell’UE quando è stata avviata l’indagine), Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Repubblica ceca, Austria, Belgio, Danimarca, Norvegia (non membri dell’UE ma parte del mercato unico), Polonia e Svezia.

Google ha risposto alle accuse affermando che il pensiero della Commissione europea era “sbagliato sulla legge, sui fatti e sull’economia” e il suo servizio aveva invece aumentato le possibili scelte per i consumatori. Le udienze per l’impugnazione dinanzi al Tribunale si sono svolte nel febbraio 2020 ma oggi il Tribunale ha ampiamente concordato con l’argomentazione della Commissione, respingendo qualsiasi “giustificazione oggettiva per la condotta di Google”. I giudici hanno concluso che l’azienda ha promosso il proprio Google Shopping “attraverso una visualizzazione e un posizionamento più favorevoli”, contemporaneamente eliminando i rivali “mediante algoritmi di ranking”. Il tribunale, tuttavia, ha precisato che il comportamento anticoncorrenziale ha raggiunto solo il mercato dei servizi di acquisto, non il mercato complessivo dei motori di ricerca, come aveva affermato Bruxelles.

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