mercoledì, 8 Dicembre 2021

Giustizia, per i detenuti si aprono le porte … dei musei

La convenzione lanciata dalla ministra della Giustizia Cartabia si rivolge a condannati per reati minori.

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I detenuti, con una pena da espiare di massimo 4 anni, potranno lavorare al museo. Per opera di un accordo tra Ministero per i Beni, le Attività culturali e Ministero della Giustizia, 102 persone avranno la possibilità d svolgere il proprio servizio presso 52 poli museali. Non solo, ma la pena si estinguerebbe all’esito positivo delle esperienze extra-carcerarie dei condannati.

La ministra della Giustizia Marta Cartabia parla di “convenzione di grande valore pragmatico, ma anche simbolico”. E si sofferma sulla platea dei beneficiari di una misura mai vista prima. Per “reati come furto, danneggiamento di beni culturali, omissione di soccorso, lesioni personali, stradali, l’opportunità che viene data risponde a un’idea della giustizia penale che non è solo detenzione”, ma anche “riparazione del danno inflitto alla collettività: una visione feconda e significativa insieme”.

Tale risultato si è potuto raggiungere dopo la delega penale da poco approvata dal Parlamento, per cui “questo istituto viene potenziato, estendendolo ai reati che prevedano una pena fino a 6 anni, esclusi alcuni tipi”. Così, si contano 23.700 persone in prova e 8.600 ai lavori di pubblica utilità. Conclude la Ministra: “Esporli all’arte è un atto di grande civilità”. A proposito di arte, interviene il ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini: “Sono tanti i luoghi della memoria e della bellezza messi a disposizione, in nome di una piena collaborazione, a un’idea lanciata dalla ministra Cartabia”. Che aggiunge: “Sono convinto che l’applicazione di questo istituto nei siti culturali darà riscontri positivi”.

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