mercoledì, 8 Dicembre 2021

Brasile, Bolsonaro accusato di “crimini intenzionali” durante la pandemia: avrebbe provocato il decesso di 600mila persone

Secondo la CPI, il leader brasiliano Jair Bolsonaro sarebbe responsabile della morte di oltre 600mila persone durante la pandemia.

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Le migliaia e migliaia di vittime per Covid-19 hanno attirato l’attenzione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta del Senato brasiliano (CPI). L’indiziato numero uno è il Presidente Bolsonaro, indiziato di una serie di “crimini intenzionali” durante la pandemia che ha provocato il decesso di oltre 600mila persone.
Sulla base di sei mesi di indagini culminate con testimonianze emotive, audizioni e rivelazioni sulle “cavie umane”, è stato stilato un documento di 1.200 pagine che verrà letto dal relatore Calheiros.
La CPI, a causa di dissensi interni, ha inoltre fatto ritirare sul fotofinish le accuse di “omicidio” e “genocidio delle popolazioni indigene”. Per la Commissione i crimini inseriti nel rapporto sono di tipo intenzionale, perché il governo ha volontariamente deciso di non prendere in mano la situazione attuando misure restrittive.
L’aria è molto tesa visto il momento storico del Brasile, dove Bolsonaro si ritrova ad avere il sostegno del Parlamento per contrastare l’apertura di una procedura di impeachment, con il Procuratore generale Aras, alleato di Bolsonaro, che può bloccare ogni forma di accusa. Al contempo la CPI vuole che le accuse vengano estese su diversi ministri e soprattutto sui tre figli del Presidente, in quanto hanno definito la commissione una farsa.
Bezerra, Capo del blocco parlamentare del governo al Senato in un intervento, ha affermato: “Il rapporto avrà l’aspetto di una sentenza, ma il governo è sereno. Possiamo criticare l’atteggiamento del presidente, ma non incriminarlo”. D’altro canto le rivelazioni della CPI potrebbero presagire un tracollo di Bolsonaro in fase di elezioni, andando ad avvantaggiare Luiz Inacio Lula da Silva, nonostante manchi un anno al voto.
Il rapporto verrà inviato all’ufficio del procuratore, unica figura competente per le denunce da parte della CPI. In questo caso, gli specialisti reputano poco plausibile un’incriminazione del genere, visto che è di competenza del procuratere generale.

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