martedì, 19 Ottobre 2021

Concorsi “cuciti” per i candidati nelle società pubbliche: otto indagati

Otto le persone indagate, tra cui Dirigenti e Presidenti di società a partecipazione pubblica, per abuso di ufficio e falso ideologico.

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La Guardia di Finanza sta eseguendo 6 misure cautelari e numerose perquisizioni, locali e informatiche, nelle province di Pavia, Milano, Brescia e Modena, nei confronti di sei soggetti indagati e di due società a partecipazione pubblica. Otto le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Pavia per gravi reati contro la Pubblica Amministrazione. Gli illeciti contestati sono: induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, da ex dirigenti, funzionari pubblici e professionisti nell’ambito di due concorsi “truccati” per l’assunzione del Responsabile Operativo e di ulteriori 13 impiegati tecnico/amministrativi a tempo indeterminato presso una società posseduta al 100% da una municipalizzata facente capo al Comune di Voghera. Lo rende noto l’Ufficio Stampa delle Fiamme Gialle con un comunicato arrivato in redazione.

La “concorsopoli vogherese”, per cui ci sono voluti 2 anni di indagini, ha inizialmente riguardato i componenti del Consiglio di Amministrazione di una delle due società. Le Fiamme Gialle hanno scoperto che la Presidente, la Vice Presidente e un Consigliere d’Amministrazione, oggi destinatari di misura cautelare sospensiva, hanno bandito il concorso per l’assunzione del Direttore Operativo mettendo su un avviso pubblico fasullo, in quanto i requisiti richiesti erano riferibili alle esperienze lavorative dell’unico candidato presentatosi.

L’analisi delle intercettazioni telefoniche e ambientali tra i soggetti indagati ha fatto emergere condotte illecite connesse ad un ulteriore concorso pubblico per l’assunzione di altri 13 impiegati. I Finanzieri hanno accertato che i vertici della società vogherese a partecipazione pubblica, assieme ad un ex dirigente della controllante, hanno esercitato pressioni sul Presidente e sulla Commissione esaminatrice per far rivalutare gli esiti degli esami di due candidati, inizialmente esclusi dalla graduatoria di merito; inoltre, sono stati ricostruiti incontri tenuti presso lo studio privato della dirigente di una delle società coinvolte, durante i quali il Presidente della commissione giudicatrice acconsentiva alla modifica dei risultati parziali delle prove, in cambio di future consulenze.

Infine, la Guardia di Finanza ha scoperto altri reati di abuso d’ufficio, commessi dalla Presidente e da un dirigente in materia di lavoro temporaneo; gli indagati, attraverso un contratto di consulenza predisposto ad hoc con una società avente sede a Milano, riuscivano a prolungare il rapporto lavorativo di tre dipendenti interinali superando il limite massimo consentito dalla normativa vigente, pari a 24 mesi.

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