sabato, 16 Ottobre 2021

“Sono un cuore vagabondo che di regole non ne ha”: Raffaella Carrà icona della comunità LGBTQ+

Raffaella Carrà verrà ricordata non solo per la sua brillante carriera, ma anche per l'importante ruolo di icona gay fin dagli anni '70, madrina del World Pride e premiata a Madrid nel 2017.

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Raffaella Carrà si è spenta a 78 anni, come annunciato dall’ex compagno Sergio Japino. Oltre alla sua lunga carriera, il pensiero va al suo ruolo di icona gay e instancabile sostenitrice dei diritti delle donne e della comunità LGBTQ+.

Infatti, fin dagli anni ’70, la showgirl e conduttrice italiana, ha sostenuto il diritto di amare liberamente, diventando la più grande icona gay del nostro paese. Più di Mina, più di Moira Orfei, più di Heater Parisi. La Carrà ha saputo affiancare il ruolo di signora della tv italiana, di volto familiare e caloroso per milioni di famiglie, a quello di donna libera, intraprendente, che non doveva necessariamente sottostare ai dettami della società.

Da quell’ombelico scoperto del Tuca Tuca, alla scelta di dedicarsi interamente alla carriera. Le sue canzoni sono diventati inni della comunità LGBTQ+, che oggi piange commossa la prima portavoce dei loro diritti in Italia.

Infatti, già nel 1978, nella canzone Luca, Raffaella Carrà raccontava di essersi innamorata di un ragazzo che non ricambiava i suoi sentimenti. Questo perché in compagnia di un altro ragazzo. Infatti la cantante ha più volte raccontato nelle interviste che da giovanissima prediligeva uscire con amici gay, con i quali si sentiva più a suo agio rispetto ai coetanei etero.

Nel 1979, su TV Sorrisi e Canzoni aveva difeso gli omosessuali dagli attacchi della società dell’epoca. La Carrà aveva tuonato che meritavano rispetto e compassione, per i problemi sociali che erano costretti ad affrontare.

Cresciuta da due donne, sua madre e sua nonna, la Raffa nazionale si è sempre proclamata a favore dell’adozione dei single e delle coppie dello stesso sesso. “Sono stata cresciuta anche io da due donne. Non mi sembra che sia venuta su male” aveva dichiarato a Il Mattino nel 2016, in una intervista a favore della stepchild adoption.

Madrina di tantissimi Pride in giro per il mondo, nel 2017 è stata incoronata Icona Gay Mondiale al World Pride di Madrid. La sua energia, la sua vivacità, i suoi inni ad ogni forma d’amore, l’hanno resa una speranza, una fonte di forza e di gioia per molti nella comunità LGBTQ+.

“La scomparsa di #RaffaellaCarrà mi lascia attonito” ha scritto sui suoi canali social ricordando la showgirl Alessandro Zan, promotore del tanto discusso disegno di legge che porta il suo nome proprio contro la discriminazione di genere. “Per oltre cinquant’anni con la sua arte e la sua musica ha combattuto contro stereotipi e discriminazioni. Ha parlato al mondo di libertà e gioia. Finisce un’era, c’era ancora bisogno di lei”.

Il mondo dello spettacolo e della politica piange la scomparsa di Raffaella. Tanti le hanno dedicato, sulle proprie bacheche, messaggi di cordoglio con foto e video iconici della sua carriera. “Sono un cuore vagabondo che di regole non ne ha”. Ciao Raffa, ciao cuore.

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