sabato, 31 Luglio 2021

Milano, svolta in un cold case: 49enne accusato di stupro e rapina incastrato dal Dna

L'uomo è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di carcere e al pagamento di una multa di 3mila euro

Da non perdere

Dopo ben 14 anni è stato incastrato dal suo Dna Ibrahim Jalel, accusato dello stupro e della rapina commessi nel lontano 20 agosto 2006, in zona Porta Vittoria a Milano, ai danni di una donna allora 41enne. L’uomo è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di carcere e al pagamento di una multa di 3mila euro: questa la decisione del giudice al termine del processo con rito abbreviato, accogliendo quasi totalmente le richieste del pm, che aveva chiesto una condanna di 15 anni e 4 mesi di carcere.

Questo cold case, dopo anni di indagini passati senza risultati, il 30 novembre 2020 ha avuto una svolta: grazie agli specialisti del Ris di Parma si è scoperto un ‘match’, cioè un profilo genetico maschile, ritrovato su un mozzicone di sigaretta sul luogo della violenza, combaciante con quello dell’imputato, già detenuto a San Vittore per altri motivi e quindi presente nella Banca dati del Dna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la mattina del 20 agosto 2006 Ibrahim Jalel, oggi 49enne, avrebbe afferrato la vittima da dietro e l’avrebbe gettata oltre la recinzione di un cantiere e costretta a subire lo stupro, minacciandola con una grossa pietra.

L’uomo, di origine algerina, avrebbe anche rapinato la donna di una catenina in oro, di 20 euro e del cellulare. L’imputato si è sempre dichiarato innocente fino ad ora, ma per lui oggi è arrivata la sentenza di condanna.

Ultime notizie