giovedì, 28 Ottobre 2021

Cultura, Associazione Civita: 12esimo rapporto “Next Generation Culture”

Al centro della discussione importanti temi, quali il rapporto tra istituzioni, industria culturale e trasformazione digitale.

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Si terrà il prossimo lunedì, 21 giugno, alle ore 11.00, nella splendida cornice di Sala Spadolini al Ministero della Cultura il dodicesimo rapporto “Next Generation Culture. Tecnologie digitali e linguaggi immersivi per nuovi pubblici della cultura“, ad opera dell’Associazione Civita, edito da Marsilio Editori con sostegno di Igt. Sarà possibile seguire l’evento sulle principali piattaforme social.

Al centro della riflessione, l’analisi dei processi di digital transformation nel settore culturale, attualmente messi in crisi dalla pandemia, che però, come tutti i periodi di difficoltà determina aperture verso frontiere e sviluppi fino a quel momento impensabili.

L’analisi, coordinata dal Centro Studi dell’Associazione Civita e condotta in collaborazione con Icom Italia, di fatto, metterà a fuoco lo scenario culturale italiano attuale, per portare alla formulazione di proposte ad interrogativi inerenti le possibili strategie digitali da attuare per la valorizzazione e gestione del patrimonio culturale nazionale, così come l’elaborazione di prospettive future.  Punto di partenza: analisi dello stato in cui vertono le istituzioni museali, l’utenza e gli operatori di mercato, in particolar modo le industrie tecnologiche.

A supporto degli studi effettuati:

  • i sondaggi sui consumi digitali durante il periodo delle restrizioni a cura di Annalisa Cicerchia e Ludovico Solima;
  • le indagini di Icom sul rapporto tra musei e digitale, curate da Barbara Landi e Anna Maria Marras;
  • lo studio di case histories sull’industria digitale di Alfredo Valeri, grazie al quale è possibile visualizzare l’ecosistema imprenditoriale italiano e i suoi possibili punti di crescita sulla scia delle nuove tecnologie in espansione;
  • le ricerche di Claudio Calveri sulle prospettive future della Realtà Virtuale nei musei italiani nell’era successiva alla pandemia da Covid-19.

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