lunedì, 21 Giugno 2021

Bologna, mostra per difendere la libertà di pensiero: “Zaki patrimonio dell’umanità”

Per il trentesimo compleanno di Patrick Zaki, compiuti in carcere dall'attivista ingiustamente detenuto in Egitto, Bologna organizza una mostra in cui difende la libertà di pensiero di 50 attivisti di 13 Paesi ingiustamente incarcerati.

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Compiere 30 anni in carcere per aver espresso il proprio libero pensiero in un Paese che non lo accettava. Patrick Zaki, ingiustamente detenuto in carcere da febbraio 2020 è il protagonista di questa storia.

Per questo, il 16 giugno a Bologna, città in cui l’attivista egiziano studiava, sarà inaugurata la mostra dal titolo “Patrick patrimonio dell’umanità”. Una mostra fortemente voluta da Amnesty International, Sardine e Comune e Università di Bologna: i portici di San Luca, infatti, ospiteranno opere significative, in quanto volte a portare all’attenzione del fruitore non solo sulla storia di Zaki, bensì su quella di altri 49 prigionieri di coscienza come lui, appartenenti a 13 Nazioni diverse.

Le parole di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia riscaldano il cuore e fanno riflettere: “Patrick, i suoi fratelli e le sue sorelle: cinquanta prigionieri e prigioniere di coscienza che condividono la crudeltà di una detenzione ingiusta […] Il giorno del trentesimo compleanno Bologna si riempirà di questi volti, di queste storie e degli appelli alla loro libertà. Con quel minimo di speranza che continuiamo a coltivare, a poche ore dalla prossima udienza, che Patrick quel giorno possa camminare libero nelle strade della città che l’ha adottato” sottolinea Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia”.

Tra i volti che popoleranno la mostra, quello della regista egiziana Sanaa Seif, condannata a scontare un anno e mezzo per aver osato muovere delle critiche al governo, quello di Idil Eser, sostenitrice dei diritti umani in Turchia e per questo accusata di Terrorismo, quello di Aleksei Navaly, detenuto in Russia come oppositore politico, quello di Ahmadreza Djalali in Iran, dove rischia l’esecuzione capitale per falsa accusa di spionaggio.

I luoghi della mostra, fortemente simbolici anche in vista della loro candidatura a Patrimonio dell’Unesco, saranno arricchiti dei disegni realizzati da Gianluca Costantini posti su striscioni lunghi 2×1 metri. Un vero e proprio invito ad un sonoro risveglio di coscienze.

L’associazione Station to Station, attiva nella raccolta firme (260mila su change.org) in favore della richiesta della cittadinanza italiana per Zaki, assieme a Coop Alleanza 3.0 che ne condivide i valori, si è fatta sostenitrice dell’evento.

Nel frattempo, domani, al Cairo è atteso l’esito della nuova udienza per il rinnovo o meno della custodia cautelare per Zaki.

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