mercoledì, 22 Settembre 2021

Cile, indipendenti e sinistra in testa alle elezioni: anche i Mapuche per riscrivere il Paese

Quattordici milioni di cileni sono chiamati alle urne per le elezioni più importanti della storia del Paese dal 1988, quando scelsero di liberarsi del peso di Augusto Pinochet

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Il Cile vota per eleggere sindaci e consiglieri di 346 comuni, i governatori di tutte le 16 regioni, e i futuri membri dell’Assemblea Costituente che avranno il delicatissimo compito di riscrivere una nuova costituzione libera dal pinochetismo.

Indipendenti e partiti di sinistra sono in testa nella corsa per la Costituente. Sono stati scrutinati poco più della metà dei voti: 21,37% dei voti alla destra al potere, 33,19% alla sinistra; la restante parte ai candidati indipendenti. Se la situazione dovesse restare invariata, Catalina Parot e Rojo Edwards non avranno la possibilità di controllare le scelte della Costituente.

Come confermato dal quotidiano peruviano El Comercio, all’interno dell’Assemblea verrà garantita la parità di genere: significa che il Cile diventerà il primo Stato in cui la Costituzione sarà opera di un numero di pari di donne e uomini. Evento epocale cui bisogna sicuramente rendere grazie ai movimenti femministi.

Non solo. Saranno garantiti 17 dei 155 posti ai rappresentanti delle minoranze indigene che costituiscono il 13% della popolazione. Dopo i soprusi perpetrati da Augusto Pinochet, i Mapuche avranno il loro posto nella costruzione di un nuovo Cile.

É l’esito di una battaglia cominciata il giorno seguente a quel martedì 11 settembre 1973. Le proteste scoppiate nell’ottobre 2019 avevano permesso ai cileni di scegliere se ricominciare tutto daccapo. La chiamata alle urne consentirà loro di decidere in quale modo.

 

 

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