giovedì, 24 Giugno 2021

Covid Fnopi, dati ufficiali: 109mila infermieri contagiati e 87 deceduti

La Fnopi in un report denuncia "109mila infermieri contagiati e 87 decessi per Covid fino ad aprile" in occasione della Giornata Mondiale dell'infermiere.

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La Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche) in occasione della Giornata mondiale dell’infermiere rivela alcuni dati su questa figura professionale durante la pandemia. Si contano “109mila infermieri contagiati sul posto di lavoro e, fino ad aprile, 87 quelli deceduti per Covid. Gli infermieri sono la categoria di personale sanitario maggiormente contagiato da Sars-Cov-2: ovviamente, soprattutto per l’altissimo livello di prossimità con i malati che non lasciano mai soli

Questo c’era da aspettarselo. Purtroppo alcuni di loro hanno salvato delle vite, perdendo la propria. Si consideri l’inizio della pandemia, in cui gli ospedali erano completamente sprovvisti di materiali e strumenti necessari sia per tutelare il personale che gli stessi pazienti. Quindi il contagio è stato inevitabile.

Arrivando ai vaccini e considerando che gli infermieri sono stati il primo personale sanitario a essere vaccinato, la Fnopi evidenzia: “Con con la comparsa dei vaccini si registra una flessione delle infezioni: un dato che, da una parte, è positivo, vista l’attuale carenza di organici nei servizi sanitari, dall’altra, lo è ovviamente per il minor numero di soggetti coinvolti nell’infezione e quindi con minori conseguenze personali e minori rischi per i pazienti a cui non possono fare a meno di essere vicini“.

Per quanto riguarda i decessi degli infermieri invece, ci dice la Fnopi “si nota un numero maggiore in particolare (ma non solo) nelle Regioni soggette alla prima fase della pandemia, quando, cioè, non c’erano sufficienti dispositivi di protezione individuale per garantire la sicurezza degli operatori impegnati 24 ore su 24 in prima linea. E dai dati si nota subito, in rapporto alla mortalità generale per Covid, che la mortalità degli infermieri sul lavoro segue l’andamento di quella dei casi registrati nella popolazione, in particolare con picchi in entrambi i casi ad aprile e novembre 2020“.

 

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