venerdì, 14 Maggio 2021

Torino, sciopero dei lavoratori edili. Manifestanti in piazza Castello: “Basta morti sul lavoro”

I sindacati chiedono di essere convocati dal Prefetto per individuare le strategie di contrasto alla violazione delle norme, impegnandosi insieme a rinnovare il Protocollo Salute

Da non perdere

Sciopero di quattro ore dei lavoratori edili questa mattina a Torino, in piazza Castello, per chiedere con forza lo stop alle morti sul lavoro. Una delegazione dei manifestanti ha chiesto di essere ricevuta dal prefetto Claudio Palomba, i sindacati auspicano una convocazione per individuare le strategie di contrasto alla violazione delle norme, impegnandosi insieme a rinnovare il Protocollo Salute, Sicurezza e Regolarità del 2010.

Il segretario generale della Filea Cgil di Torino, Marco Bosio, spiega: “Il nostro settore è molto a rischio e ha necessità di forti cambiamenti. Chiederemo nuovamente al Prefetto di attivarsi velocemente per rinnovare il protocollo prefettizio del 2010 e porre in essere delle modifiche sostanziali. Quell’accordo prevede l’obbligo dell’applicazione del contratto nazionale edile alle aziende del settore: questo significa far fare la formazione coerente ai lavoratori e in qualche maniera agire preventivamente, prima che succeda un incidente. Non si può più rimandare”.

Il segretario della Filca Cisl Torino-Canavese, Gerri Castelli manifesta le sue priorità: “È necessario riaprire il tavolo prefettizio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per rinnovare il Protocollo Salute, Sicurezza e Regolarità del 2010. Serve maggiore coordinamento tra committenza, coordinatori esterni della sicurezza e Rlst per prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro”.

Claudio Papa, segretario generale della Feneal Uil Torino, trova le motivazioni dei decessi: “Purtroppo la causa delle morti è dovuta al fatto che spesso, sono lavoratori precari che non fanno corsi di formazione, che non hanno contratto, lavorando in imprese che evadono il contratto nazionale. Il rinnovo del protocollo è indispensabile”.

Ultim'ora