venerdì, 17 Settembre 2021

Trapani, violenza sessuale di gruppo. Il padre della 18enne: “Sto con mia figlia non sapevo tutto”

Dopo aver appreso la storia per intero, l’uomo si è schierato al fianco della figlia dopo aver inizialmente definito "bravi ragazzi " i 4 accusati di violenza sessuale di gruppo.

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Il padre della 18enne che ha denunciato di essere stata violentata da un branco di ragazzi nel trapanese, in una villa estiva a Tre Fontane, frazione di Campobello di Mazara, torna sulla vicenda con una dichiarazione via social. L’uomo, che inizialmente è sembrato difendere i quattro accusati di aver violentato la ragazza, dopo aver riservato loro l’appellativo di “bravi ragazzi”, fa un passo indietro.

Affetto da cecità, oggi difende e sostiene la figlia per aver denunciato l’accaduto, provando a chiarire cosa è successo. Provato dall’accaduto, ammette di essere stato all’oscuro dei fatti in modo dettagliato. Inizialmente, racconta l’uomo, ha appreso la notizia in modo superficiale dalla figlia tornata a casa a notte fonda, per mancanza di comunicazione o, forse per paura. Dopodiché, ha voluto avere un confronto con uno dei quattro ragazzi. Il giovane, accompagnato dagli altri tre indagati, gli ha racconta la loro versione dei fatti, sostenendo che non c’è stato nulla. Per questo ci sono state quelle prime dichiarazioni, per una mancanza di dati su larga scala, ammette l’uomo.

Il padre della 18enne, una volta tornato a casa, ha affronta nuovamente la figlia che, presa dal coraggio, si è aperta con lui. Dopo aver appreso la storia per intero, l’uomo ha fatto mettere a verbale dai Carabinieri tutto l’appoggio e l’approvazione dell’avvenuta denuncia.

I quattro ragazzi sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo. Per due di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari), per gli altri i domiciliari.

Indipendentemente dal caso specifico e da quale sarà la verità accertata dalle indagini ed eventualmente dal processo, caso mai si arrivasse in Giudizio, avere il supporto della famiglia in certe situazioni, è basilare e strettamente necessario. Difendere una vittima di violenza è fondamentale per mostrare quanto sia sbagliato e ingiustificabile un atto del genere. Non esistono giochi, non esiste il “era ubriaca”, non esiste un modo errato di vestire, non esistono scusanti. E questo dev’essere chiaro per tutti, al giorno d’oggi.

 

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