lunedì, 17 Maggio 2021

Covid, Italia: nel 2020 è record di morti

Sono stati 746.146, secondo l’Istat, i decessi nel 2020: un numero così grande che si fa fatica anche a pronunciarlo. La cifra più alta registrata dal secondo Dopoguerra.

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L’ISTAT: è la cifra più alta dal secondo Dopoguerra

Sono stati 746.146, secondo l’Istat, i decessi nel 2020: un numero così grande che si fa fatica anche a pronunciarlo. La cifra più alta registrata dal secondo Dopoguerra. È questo il dato più significativo del quinto Rapporto prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Nazionale di Statistica, con l’analisi della mortalità dello scorso anno.

Il report, che fa anche il punto sulle caratteristiche principali dell’emergenza sanitaria e i loro effetti sulla mortalità totale, distingue la prima ondata (febbraio-maggio 2020) dalla seconda (ottobre-dicembre 2020).

Il quadro demografico del nostro Paese ha subito un profondo cambiamento a causa dell’impatto che il numero di morti da Covid-19 ha prodotto sia in termini quantitativi che geografici”, scrive l’Istat. In Italia, nel 2020 è record di morti con un aumento rispetto alla media 2015-2019 di oltre 100mila unità (+15.6 %).

Nel corso della prima ondata dell’epidemia (febbraio-Maggio 2020) i decessi a livello nazionale sono stati 211.750, quasi 51mila in più rispetto alla media dello stesso periodo nei 5 anni precedenti (+31,7%). Di questi, i decessi di persone positive al Covid-19 registrati dalla Sorveglianza integrata ammontano a 34.079 (il 67% dell’eccesso totale).

Durante la seconda ondata epidemiologica (ottobre-dicembre 2020), invece, si contano in totale 213.226 decessi, oltre 52mila in più rispetto alla media 2015-2019, di cui 39.927 sono imputabili al Covid-19.

L’eccesso di mortalità nell’ultimo trimestre del 2020, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è superiore a quello della prima ondata in molte regioni del Nord: Valle d’Aosta (+63,7%), Piemonte (+53,0%), Veneto (+44,4%), Friuli Venezia Giulia (+45,6%) e Provincia autonoma di Trento (+65,4%).

Al contrario in Lombardia (+37,1%), Emilia Romagna (+25,4%), Liguria (+33,9%) e provincia autonoma di Bolzano (+39,1%) l’aumento di decessi della seconda ondata epidemica è più basso di quello di Marzo-Maggio. Tra le regioni del Mezzogiorno spiccano Sardegna (+34,9%) e Puglia (+30,5%).

Il 31 Dicembre 2020 la popolazione residente si ritrova ad essere inferiore di quasi 384mila unità rispetto all’inizio dell’anno.

Ma l’Istat rileva anche differenze tra le varie ripartizioni geografiche: l’aumento dei decessi si è concentrato nelle regioni del Nord (+61,1%), dove si sono toccate punte del +95% a Marzo e del 75% ad Aprile 2020.

È la Lombardia ad avere il bilancio più pesante (+111,8%), mentre in tutte le altre regioni del Settentrione l’incremento dei morti va dal 42% al 53%. Sono solo il Veneto e il Friuli Venezia Giulia a distinguersi per una percentuale più contenuta. Nel Centro-Italia spiccano le Marche con +27,7% di decessi e al Sud l’Abruzzo e la Puglia (+11,6% entrambe) con valori ben al di sopra di quelli medi dell’intera area (+5,1%).

È difficile da accettare, ma il prezzo più elevato è stato pagato dalla popolazione più anziana, dagli 80 anni in su: in totale 486.255, il 76,3%. “Coronavirus. Nella foresta è arrivata la tempesta: le foglie piu vecchie cadono e non vedranno più la luce del sole.” (Giuseppe Zuccarini, attore)

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