lunedì, 27 Settembre 2021

Il mondo verso una direzione digitale: il futuro da remoto non troppo lontano

I Covid-19 ha accelerato la trasformazione digitale e favorito uno dei più grandi esperimenti nel mondo del lavoro con l'introduzione dello smart working.

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Il processo generato dall’emergenza Covid-19 è inarrestabile ma è necessario strutturare regole e parametri del lavoro agile, per tutelare tanto la produttività aziendale quanto i diritti dei lavoratori

È evidente come il Covid-19 abbia accelerato la trasformazione digitale per le aziende e abbia favorito uno dei più grandi esperimenti nel mondo del lavoro con l’introduzione dello smart working.

Eppure, il lavoro svolto da casa durante il lockdown non dovrebbe essere definito smart working. Il lavoro agile si dovrebbe svolgere in condizioni ottimali, sia a livello di gestione familiare sia con il giusto equilibrio tra tempi e spazi da gestire. Al contrario, nel periodo di lockdown le famiglie italiane hanno dovuto riorganizzare la propria vita e re-imparare a condividere gli spazi della propria abitazione con tutti i componenti della famiglia. Non è stato affatto semplice, poiché non abituati a questo tipo di gestione della loro quotidianità. Si era abituati a distinguere ambiente di lavoro e vita privata. Lavorare in smart working deve garantire una condizione lavorativa adeguata, serenità e tranquillità anche dal punto di vista psicologico. Chi lavora in questa modalità deve avere un posto o una camera nella quale svolgere la propria attività; possedere un computer e tutti gli altri strumenti elettronici necessari; contare su una connessione affidabile. Avere accesso alle stesse condizioni in cui si svolge il lavoro in un ufficio, insomma.

Con lo smart working non è indispensabile lavorare seduti e avere problemi di mal di schiena, lo si può fare anche in piedi, ad esempio durante la programmazione di un progetto o una telefonata con un cliente. Anche solo con uno smartphone di ultima tecnologia è possibile essere al passo con le grandi aziende ed è importante per un lavoratore agile avere sempre le cuffie, poiché tutelano la qualità della comunicazione e creano nel singolo professionalità.

Nel corso dei mesi sono state tantissime le aziende che si sono adattate allo svolgimento dello smart working e i dipendenti hanno cercato di organizzare al meglio le modalità del loro lavoro, con opportune strategie e un’ottimizzazione di tempi e spazi. Senza i criteri attendibili ai quali si ispira il vero smart working, però.

Molti sono i vantaggi del lavoro agile e, tra questi, spicca la produttività. Al giorno d’oggi quasi tutti i lavori possono essere effettuati da casa, poiché ci sono sempre più professionisti che svolgono un lavoro intellettuale come impiegati, manager, dirigenti. Lo smart working risulta difficile per medici, chirurghi, avvocati, pompieri, educatori. Ovviamente, come in tutti i campi, ci sono benefici e criticità anche per i lavoratori. Tra i benefici: la soddisfazione lavorativa, l’autonomia della persona e la conciliazione vita privata e lavorativa. Si ha più tempo a disposizione poiché vengono eliminati anche i tempi di spostamento che, ogni giorno, sottraggono anche intere ore alla vita privata. Tra le criticità ci sono: la percezione di un certo senso di isolamento e depressione per la difficoltà di comunicare da remoto.

La veloce diffusione del Covid-19 ha colpito la quotidianità delle aziende sia dal punto di vista dei processi produttivi sia nella gestione logistica delle attività, oltre all’impossibilità di svolgere di persona attività importanti come i colloqui di lavoro con aspiranti collaboratori. Per fortuna, viviamo in un’epoca in cui le distanze si sono ridotte grazie ai social network e anche il colloquio di lavoro cambia forma e diviene una videocall tramite piattaforme come Skype e Zoom. Ovviamente, così facendo, sia i candidati, sia coloro che li valutano risparmiano tempo ed energia.

Ma il protagonista delle videocall è solo un volto. Solo il volto di una persona e, come affermano gli esperti di comunicazione, il linguaggio del corpo è tutto nel rapporto interpersonale. A volte dall’interlocutore si ricava più da un suo gesto o un movimento, in base ai codici della comunicazione paraverbale. Durante un colloquio di lavoro è importante risultare sicuri di sé, convincenti e persuasivi. Tutto questo risulta difficile attraverso uno schermo e costringe ad applicare strategie come: posizionarsi ad una distanza di almeno 30 cm dal Pc o dallo smartphone; far rientrare nell’inquadratura anche le mani. Già Aristotele affermava sono parti indispensabili del corpo e attraverso esse si riesce a comunicare in modo ottimale.

È difficile essere dietro uno schermo e comunicare in modo efficace poiché attraverso la gestualità degli occhi, della bocca, del posizionamento del volto, si potrebbe fraintendere qualunque cosa. Il Covid-19 ha interrotto contatti interpersonali e ha obbligatoriamente inserito il distanziamento sociale, quindi è giusto adattarsi, cercando di non dimenticare tutto quello che sarebbe potuto succedere in un colloquio face to face.

Il processo innestato dall’emergenza Covid-19 è inarrestabile ma è necessario strutturare regole e parametri del lavoro agile, per tutelare tanto la produttività aziendale quanto i diritti dei lavoratori.

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