lunedì, 2 Agosto 2021

Oggi un mondo di relazioni virtuali. Realtà reale o realtà virtuale?

Durante il lockdown sono nate le “famiglie virtuali”, gruppi Facebook in cui è possibile scambiare opinioni e pareri sull’emergenza sanitaria con persone lontane e sconosciute per trovare sollievo all'isolamento e alla frustrazione.

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L’attuale situazione prodotta dall’emergenza Covid-19 ha costretto tutti gli italiani a combattere questo momento sfavorevole con norme di sicurezza e distanziamento sociale.

È avvenuto un ribaltamento delle condizioni precedenti poiché, in questa “società liquida”, come la definisce il sociologo Bauman, costituita da relazioni umane precarie, ci si trova di fronte a legami fragili e mutevoli.

Con il Covid-19 ci si scopre davvero trasformati: le relazioni vogliono essere vissute, non solo grazie alla connessione Internet. In questo momento storico, molti giovani stanno cambiando la propria opinione e danno maggiore importanza a quelli che posso essere considerati i piccoli gesti umani, fino ad ora ritenuti di poco valore, come un abbraccio. A causa della situazione data dal Covid-19, ci si incontra solo tramite i new media, e soprattutto i social network, che hanno modificato le esigenze degli individui e di conseguenza determinano le nuove regole per come vivere i rapporti con gli stessi.

Nascono già durante il lockdown 2020 le “famiglie virtuali”, gruppi Facebook come “Restiamo a distanza – Community” e “Flash Mob Italy – Applaudiamo tutta l’Italia”, in cui è possibile scambiarsi opinioni e pareri sull’emergenza sanitaria. Qui ogni singolo cerca un interlocutore che viva la sua stessa situazione, che si senta come lui. Nelle “famiglie virtuali” gli aspetti fondamentali sono l’ascolto dell’altro in modo profondo, comunicare esponendo un destino comune, essere portavoce. Vivono esperienze similari e si supportano a vicenda nei momenti di sconforto, come ad esempio la perdita di un parente caro.

Spicca un linguaggio emotivo e soprattutto empatico. Si creano flashmob da tutta Italia per sentirsi vicini dando sfogo al senso di solitudine, alla depressione a volte.

Pandemia e tecnologia abbattono le barriere tra generazioni. Non solo i nativi digitali, ma anche generazioni precedenti si sono affacciate nel mondo dei social. C’è stata senza dubbio un’apertura nei confronti dell’innovazione e la capacità è stata quella di impiegarla nella vita quotidiana ed adattarla ai bisogni del singolo individuo. Si sta riscoprendo quella voglia di vivere le emozioni, di vivere con l’altro, potendolo guardare negli occhi.

Le connessioni virtuali, le famiglie virtuali sono più frequenti, ma approssimative. Qui i legami non si solidificano, come potrebbe avvenire in una relazione interpersonale, in quanto le emozioni e le sensazioni che si possono provare dietro uno schermo, non saranno mai le stesse. Ovviamente non è detto che l’individuo, attraverso il social, non possa provare emozioni altrettanto veritiere. Vivendo nell’era della rivoluzione digitale, non ci si può di certo sottrarre al cambiamento e al mutamento, anche se si tratta di relazioni affettive.

Come sarà il domani? Senza dubbi la connessione all’interno delle pagine Facebook delle famiglie virtuali inizierà a scemare ed è probabile che alcuni di loro resteranno in contatto, ma non sarà più una famiglia in cui esporre i propri problemi familiari o le proprie angosce e perplessità. Ci sarà la presa di coscienza che è più importante stare insieme, in compagnia. Il tempo che ora abbiamo a disposizione deve servire per riscoprire l’importanza dei rapporti interpersonali e ridimensionare la scala delle priorità.

Nell’era del digitale, si dovrebbe imparare a connettersi innanzitutto con se stessi e con gli altri, senza timore di non restare restare al passo coi tempi.

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