sabato, 15 Giugno 2024

Influenza Aviaria, una vittima in Messico: primo caso umano al mondo di virus H5N2

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano, invece al contrario di Lopalco che rassicura la popolazione, avverte che potrebbe essere una minaccia, e che si dovrebbero organizzare un piano di vaccinazioni per con lo scopo di proteggere gli allevatori a rischio.

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Il Messico ha segnalato “il primo caso umano confermato in laboratorio a livello mondiale” di influenza aviaria H5N2. Si tratta di un uomo di 59 anni, deceduto per aviaria, anche se soffriva gia’ di altre malattie, e a quanto pare, non è stato a contatto con pollame ed altri animali

Questo è stato comunicato dall’organizzazione mondiale della sanità, tramite la Pan American Health Organization A/(Paho), la stesa OMS rassicura che il rischio per la popolazione al momento è molto basso, malgrado il virus H5N2, diverso da quello più noto H5N1, è già responsabile dell’epidemia in corso tra i bovini da latte in 9 stati americani. Al momento, per i contagi, si contano 3 casi umani.

L’uomo, aveva manifestato sintomi molti acuti per circa tre settimane con diversi sintomi riconducibili all’aviaria, il 17 aprile sono state segnalate importanti difficolta’ respiratorie, nausea, diarrea, e malessere generale. Poco dopo, il 24 di aprile, il soggetto è stato ricoverato al National Institute of Respiratory Diseases di Città del Messico, ma è deceduto lo stesso giorno per via di complicazioni. Dalle successive analisi è stata confermata la presenza del virus A/H5N2

Sono partite immediatamente le indagini, analizzate le persone che avrebbero avuto, nei giorni precedenti, cotnatti con lui, ma dei 17 soggetti esaminati nessuno è risultato contaminato.

Il virus Aviaria H5N2 è stato rilevato negli allevamenti nel comune di Michoacan e nel comune di Temascalapa, vicino alla residenza della vittima. Non c’è un collegamento diretto tra questo focolaio e il caso umano, l’OMS nel frattempo continua a controllare e monitorare la zona.

In Italia, Pier Luigi Lopalco, docente di Epidemiologia all’universita’ del Salento, ha rassicurato la popolazione, perchè questo caso non deve allarmarci in quanto rimane unico. Mentre Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano, invece al contrario avverte che potrebbe essere una minaccia, e che si dovrebbero organizzare un piano di vaccinazioni per con lo scopo di proteggere gli allevatori a rischio.

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