sabato, 15 Giugno 2024

Ucraina, Stoltenberg: “La difesa non è un’escalation ma un diritto”

Mentre queste affermazioni fanno il giro del mondo, la guerra non si ferma.

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“Almeno 40 miliardi di euro l’anno”: questa è la cifra di aiuti per l’Ucraina proposta da Jens Stoltenberg nel suo ultimo incontro informale tra i ministri degli esteri dei paesi membri della NATO svoltosi a Praga. Il segretario generale dell’alleanza Atlantica ribadisce con fermezza che “il futuro dell’Ucraina è nella NATO” e inoltre parlando del diritto all’autodifesa di quest’ultima, Stoltenberg include anche “colpire obiettivi militari legittimi in Russia”.

Evidenziando come “il 99% degli aiuti militari” provenga dagli alleati NATO, Stoltenberg vuole che la NATO svolga “un ruolo di maggiore coordinamento nella fornitura di attrezzature e nell’addestramento”. Il segretario poi smentisce le accuse russe secondo le quali la NATO stia alimentando una escalation. Piuttosto Stoltenberg ribadisce che l’Ucraina sta esercitando un “diritto fondamentale” dato che “l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha dato inizio al conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda Guerra mondiale”. In poche parole il segretario afferma che “la difesa non è un’escalation”.

“La Russia colpisce ospedali scuole e centri commerciali, bombarda le infrastrutture elettriche e idriche. La Russia uccide civili ucraini”. Il segretario, ricordandoci come “l’autodifesa è un diritto fondamentale e sancito dalla Carta delle Nazioni Unite” , rincara la dose su come la Russia sia “quella che attacca e quella che sta intensificando il conflitto” Stoltenberg condivide infine il desiderio secondo il quale “ma il paradosso è che, meglio ci prepariamo per il lungo periodo, prima la guerra potrà finire”

Aggiornamenti sullo stesso fronte arrivano dalla Germania e gli Stati Uniti. Il governo tedesco, tramite il suo portavoce Steffen Hebestreit, ha approvato l’utilizzo di armi tedesche fornite agli ucraini contro obiettivi militari in Russia. Joe Biden e il suo governo hanno invece tardato nell’approvare l’utilizzo di armi occidentali contro gli obiettivi in Russia. Ciò ha prodotto delusione nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale durante un’intervista al Guardian ha ribadito come tale ritardo è costato vite umane ucraine.

Per quanto riguarda le dichiarazioni di Mosca, anche in questo caso la situazione non promette bene. Dmitry Medvedev, il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo,  mette in guardia le forze occidentali affermando che “la minaccia nucleare russa nei confronti dell’Ucraina non è un bluff”. In aggiunta intimorisce i paesi che hanno approvato l’uso delle armi occidentali contro la Russia, dato che “l’equipaggiamento militare e gli specialisti che combattono contro di noi saranno distrutti”. In aggiunta Medvedev sottolinea l’ipocrisia occidentale: “Non si tratta affatto di assistenza militare, ma di partecipazione ad una guerra contro di noi”

Mentre queste affermazioni fanno il giro del mondo, la guerra non si ferma. Nella Ucraina nordorientale, a Kharkiv, un attacco missilistico Russo ha ucciso 4 civili ferendo altri 25 tra cui alcuni bambini. La violenta tecnica utilizzata è quella della “doppia tappa”: un secondo attacco viene sferrato quando i soccorsi arrivano sul luogo del precedente attacco. Allo stesso tempo anche Kiev ha attaccato un deposito petrolifero a Krasnodar in Russia.

Tra parole di capi di Stato e gli Emirati Arabi che mediano scambi di prigionieri tra Kiev e Mosca, la guerra sembra intensificarsi giorno dopo giorno.

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