mercoledì, 12 Giugno 2024

Mattarella a Brescia per i 50 anni dalla strage di Piazza della Loggia

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il cinquantesimo anniversario dalla strage in Piazza della Loggia a Brescia è stato accolto con  un lunghissimo applauso da parte dei presenti.

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il cinquantesimo anniversario dalla strage in Piazza della Loggia a Brescia è stato accolto con un lunghissimo applauso da parte dei presenti. Entrato in Piazza della Loggia ha depositato una corona di fiori davanti alla stele in memoria dei caduti della strage del 28 maggio 1974. Dopo pochi minuti il Presidente della Repubblica si è spostato al Teatro Grande, dove si è svolta la cerimonia commemorativa.

Le parole di Mattarella:

“Oggi la Repubblica italiana è Brescia, è Piazza della Loggia, è questo teatro, con la presenza e il coinvolgimento di tante persone. Tra loro giovani e giovanissimi, con la volontà di prendere parte a questa commemorazione, di rendere testimonianza e di stringersi attorno alla città, che avverte tuttora il trauma e la ferita di quel tragico, barbaro atto di terrorismo”. Queste sono state le parole del Capo dello Stato; commenta le immagini della strage: “Le immagini che abbiamo appena visto, ci hanno ricondotto a quei momenti oscuri e tristi, ci hanno fatto rivivere lo sbigottimento, il dolore, il terrore che attraversarono l’intera Italia per quella strage”.

Quella orribile giornata

Prosegue affermando che: “Tutti gli italiani che, nel 1974, erano cittadini consapevoli ricordano, in maniera indelebile, quella orribile giornata, a partire dalle prime, incerte notizie della mattina. Fino alla drammatica conferma, alla diffusione dei particolari e alla straziante contabilità delle vittime”. Il suo discorso continua ricordando quei momenti: “Di quel 28 maggio 1974 ricordiamo ancora l’atmosfera di apprensione, di inquietudine, di sconcerto diffusa in ogni angolo del Paese. Segnali cupi e minacciosi si addensavano sulla nostra giovane Repubblica, generando inquietanti interrogativi: chi c’è dietro l’attentato? Cosa succederà ora? Reggeranno le istituzioni, lo Stato, la democrazia?”

La risposta di Brescia alla stage

“Superato lo sconvolgimento iniziale, la risposta di Brescia all’intimidazione stragista fu netta, compatta, determinata; e rappresentò un esempio per tutto il Paese, attraversato in quegli anni da grandi speranze e idealità, ma anche da ciò che vi si opponeva: spinte eversive, tensioni violente e strategie destabilizzanti, talvolta con la complicità occulta e ignobile di uomini che violavano i doveri di fedeltà alla Repubblica”. Continua il suo discorso dicendo che: “La manifestazione del 28 maggio, promossa dai sindacati, nasceva come risposta della cittadinanza, della società civile bresciana contro questa serie di inaccettabili minacce e violenze. Fu, allora, che il terrorismo nero decise di alzare il livello di azione criminale. Con quella bomba ad alto potenziale, proditoriamente collocata in un cestino sotto i portici, Brescia fu colpita al cuore. Colpita nella sua bella piazza, centro pulsante della vita cittadina, durante una mattinata di impegno civico in cui un popolo senz’armi era sceso in strada accanto alle forze sociali e politiche per ribadire un forte no alla violenza e alla paura. L’intento immediato degli attentatori era chiaro: punire e terrorizzare chi manifestava contro il neofascismo e in favore della democrazia“.

L’obiettivo dell’attentato

Il Presidente Mattarella continua il suo discorso affermando che: “L’obiettivo di quel turpe attentato era un messaggio e un tentativo di destabilizzazione contro la Repubblica italiana e le sue istituzioni democratiche. Con quella bomba si volevano fermare le conquiste sociali e politiche”. “Gli ideatori, gli esecutori, i complici di quella strage volevano riportare il tempo indietro: a una stagione oscura, segnata dall’arbitrio della violenza, dalla sopraffazione, sfociata nella guerra. Il Capo dello Stato ha ricordato che il fine ultimo delle stragi vissute in quel periodo era quello di: “Provocare un clima di disordine e di paura, esasperare la popolazione, immettere nella società la sfiducia nella solidità del metodo e delle istituzioni democratiche, inaugurare una nuova stagione di repressione, erano gli obiettivi della galassia di terrorismo neofascista.”

L’incontro con i familiari

Il Presidente Mattarella ha anche raccontato di aver incontrato i familiari delle vittime: “Desidero quest’oggi ricordare anche il loro dolore, la compostezza, la forza d’animo, la sete di verità che esprimevano e che permangono tra noi, nonostante gli anni trascorsi.”

Il segretario della CGIL Maurizio Landini contestato

Maurizio Landini, il segretario della CGIL, in rappresentanza dei sindacati ha tenuto il suo discorso in Piazza della Loggia, un centinaio di militanti di area antagonista lo hanno contestato. In uno dei cartelloni esibiti dai manifestanti si legge: “Le vostre guerre, le vostre stragi. I nostri lutti, le nostre lotte. Stop global war, free Palestine.”

Le parole di Landini

Le parole di Landini: “Le ragioni per cui le persone cinquant’anni fa erano in questa piazza erano proprio l’applicazione e la difesa della nostra Costituzione e sconfiggere definitivamente il fascismo, la cultura della violenza e della soppraffazione. Mai come adesso credo che sia importante rimettere al centro i valori e i principi della nostra Costituzione.” “Di fronte a una crisi della democrazia che in questi anni è venuta avanti, credo che sia assolutamente importante non solo non dimenticare, ma recuperare quelle lotte, quei valori e quegli insegnamenti per costruire un futuro diverso per il nostro Paese.” Conclude affermando che: “Penso che in un momento come questo in cui c’è addirittura chi pensa di mettere in discussione la nostra Costituzione e di cambiarla, credo che sia il momento di affermare che c’è bisogno del massimo di unità del nostro Paese e che i principi e i valori della nostra Costituzione siano assolutamente realizzati, a partire da una lotta senza quartiere alla precarietà del lavoro.”

Il ricordo di Fontana e Tajani

Il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana ha ricordato la strage con queste parole: “”La strage di piazza della Loggia è stata una delle pagine più buie della storia della Repubblica. A 50 anni esatti dall’attentato, di matrice neofascista, ricordiamo le vittime innocenti e abbracciamo i loro familiari.”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X ricorda la stage di Piazza della Loggia scrivendo: “28 maggio. Sono 8 i rintocchi dell’orologio di Piazza della Loggia, 8 come le persone che persero la vita 50 anni fa con un tragico attentato. Anni bui segnati dal terrorismo, pagine di storia che abbiamo il dovere di ricordare. Per la democrazia e contro ogni forma di eversione”.

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