lunedì, 20 Maggio 2024

USA, TikTok verrà bannato negli Stati Uniti: nuovo divieto al Congresso

L'app potrebbe scomparire dagli app store e non essere più scaricata dagli utenti americani.

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Dopo un mese di incertezze, il destino di TikTok negli Stati Uniti sembra essere sul filo del rasoio, con il Congresso che si prepara a votare un disegno di legge che potrebbe portare al bando della popolare piattaforma video nel paese, a meno che non venga disinvestita dai suoi azionisti cinesi. Lo speaker della Camera, Mike Johnson, ha deciso di includere questa norma in un pacchetto di aiuti per Israele e Ucraina, che dovrebbe essere votato sabato. Il Senato, finora incerto sull’argomento, sembra ora orientato a votare a favore del pacchetto, con il presidente Joe Biden che si è impegnato a firmare il tutto immediatamente.

Nelle ultime settimane, TikTok ha intensificato la sua attività di lobbying, con il CEO Shou Chew in prima linea. Molti utenti sono stati incoraggiati a protestare contro i parlamentari per la proposta di legge, che concede a ByteDance, la società madre di TikTok, quasi un anno per disinvestire dai suoi azionisti cinesi. Se la cessione non avviene, l’app potrebbe scomparire dagli app store e non essere più scaricata dagli utenti americani. Tra i potenziali acquirenti ci sarebbe anche l’ex Segretario al Tesoro, Steven Mnuchin.

TikTok, in una dichiarazione pubblicata mercoledì sera, ha espresso rammarico per l’uso strumentale dell’aiuto estero come pretesto per un potenziale divieto che minaccia i diritti alla libera espressione di milioni di americani e l’esistenza di milioni di imprese.

Gli esperti di sicurezza nazionale ritengono TikTok uno strumento di propaganda e una fonte di raccolta dati per il governo cinese. Alcuni parlamentari, come Rand Paul, sostengono che una simile legge potrebbe essere considerata incostituzionale dalla Corte Suprema. Nel frattempo, Donald Trump, che in passato aveva cercato di costringere ByteDance a disinvestire da TikTok, sembra aver cambiato posizione. Tuttavia, una maggioranza bipartisan si è allineata alle preoccupazioni della Casa Bianca e dell’intelligence.

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