lunedì, 20 Maggio 2024

Movida Milanese, la ‘Ndrangheta alla gestione di molti locali: 14 arresti per infiltrazione mafiosa

La 'Ndrangheta contava sulla collaborazione di vari prestanome ai quali veniva attribuita fittiziamente la proprietà di diverse attività in Lombardia e Piemonte.

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Una svolta nelle indagini sulla penetrazione della ‘Ndrangheta nella movida milanese: oggi, 15 aprile, sono stati arrestati 14 individui legati alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Le indagini hanno rivelato la capacità della mafia calabrese di infiltrarsi nei locali di intrattenimento tramite un “referente” incaricato dell’acquisizione e della gestione di numerosi locali. La ‘Ndrangheta contava sulla collaborazione di vari prestanome ai quali veniva attribuita fittiziamente la proprietà di diverse attività in Lombardia e Piemonte.

Secondo quanto dichiarato dal Procuratore di Milano Marcello Viola, quattro società proprietarie di esercizi di somministrazione di cibi e bevande sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza per il loro valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’amministratore di fatto e dai prestanome.

Alcune di queste attività si svolgevano all’interno del ‘Mercato Comunale Isola’, struttura di proprietà del Comune di Milano e concessa in affitto a un consorzio temporaneo di imprese che a loro volta subaffittavano spazi commerciali alle società coinvolte nel provvedimento di sequestro.

L’indagine, condotta con il supporto del Servizio Centrale per la lotta alla Criminalità Organizzata di Roma e dell’Europol, ha smantellato l’associazione ‘ndranghetista, la quale riconosceva nella potente cosca Piromalli un solido punto di riferimento.

L’inchiesta ha anche svelato il funzionamento del gruppo, guidato da un individuo con il titolo ‘ndranghetista di ‘Vangelo’, un intermediario capace di risolvere controversie e organizzare azioni criminali a Milano, compreso il business dello smaltimento dei rifiuti, utilizzando aree protette e capannoni industriali abbandonati come discariche.

Tra le attività estorsive per il “recupero crediti” figura la stipula di contratti di somministrazione fittizi, con la complicità di lavoratori somministrati che retrocedevano gli stipendi ai sodali del gruppo criminale.

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