lunedì, 15 Aprile 2024

Morte Navalny, no morte naturale ma assassinio: accuse di uccisione prima di uno scambio di prigionieri

Maria Pevchikh membro della Fondazione anticorruzione di Navalny, ha accusato Putin di comportarsi come un "pazzo mafioso", affermando che ha eliminato la possibilità di uno scambio per liberare l'ufficiale russo detenuto in Germania, condannato all'ergastolo per l'omicidio di un dissidente georgiano-ceceno a Berlino.

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Una sconvolgente rivelazione emerge dalla tragica vicenda di Alexey Navalny: secondo quanto affermato da Maria Pevchikh, membro della Fondazione anticorruzione di Navalny, il celebre oppositore russo sarebbe stato ucciso “giorni” prima di essere liberato in uno scambio di prigionieri che era in fase avanzata di negoziazione ma è stato bloccato per il netto rifiuto di Vladimir Putin.

L’accordo prevedeva il rilascio di Navalny e di due cittadini americani in cambio del rilascio di Vadim Krasikov, un ufficiale dei servizi di sicurezza russi detenuto in Germania. Pevchikh ha dichiarato che mancava solo l’assenso finale di Putin per concludere l’accordo, che era stato oggetto di negoziati per due anni.

Secondo quanto rivelato, l’idea di liberare Navalny è emersa a seguito del timore di un peggioramento delle sue condizioni detentive, con il possibile trasferimento in una remota colonia penale nell’Artico, un luogo di isolamento e presunte torture. Tuttavia, il giorno dopo quando l’accordo sembrava imminente, Navalny è stato ucciso.

Maria Pevchikh ha accusato Putin di comportarsi come un “pazzo mafioso”, affermando che ha eliminato la possibilità di uno scambio per liberare l’ufficiale russo detenuto in Germania, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un dissidente georgiano-ceceno a Berlino.

Si dice che Roman Abramovich, l’oligarca russo ed ex proprietario del Chelsea Football Club, abbia svolto un ruolo di mediazione per presentare l’offerta di scambio alle autorità americane ed europee. Tuttavia, Pevchikh ha affermato che Abramovich non ha risposto direttamente alle domande su questo punto.

Inizialmente considerato impossibile, l’idea di uno scambio di prigionieri si era progressivamente sviluppata in un possibile “scambio umanitario”, ma Putin avrebbe infine deciso di bloccare l’accordo e di ordinare l’uccisione di Navalny.

Questa rivelazione ha suscitato nuove accuse e interrogativi sulla vicenda di Navalny e sulle circostanze della sua morte, gettando ulteriore luce sul rapporto teso tra l’oppositore russo e il governo di Putin.

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