martedì, 16 Aprile 2024

Corea del Nord minaccia Seul, la risposta: “Vi travolgiamo”

Il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un, minaccia Seul. La risposta della Corea del Sud è ben precisa: "Se ci provocate, puniremo molto più duramente".

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Il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un, minaccia la sua storica nemica: la Corea del Sud. Seul replica, promettendo una “risposta travolgente” alla provocazione. 

La minaccia di Kim Jong-un

Secondo quanto riportano i media ufficiali, Kim ha ribadito che la riunificazione dei due Paesi non è possibile poiché contrario a termini come “indipendenza, riunificazione pacifica e grande unità nazionale”, principi che vuole cancellare dalla costituzione di quella che considera la sua acerrima nemica.

Secondo il giornale Chongnyon Chonwi, il dittatore dello Stato più chiuso al mondo ha affermato: “Non vogliamo la guerra, ma non abbiamo neanche intenzione di evitarla”. Anzi, ha aggiunto che serve un emendamento costituzionale per “instillare” nella mente dei nordcoreani “la ferma idea che la Corea del Sud è il loro nemico numero uno, il loro costante nemico principale“. Nel frattempo, l’Assemblea popolare suprema ha abolito gli enti per il dialogo con la Corea del Sud, che includevano il Comitato per la riunificazione pacifica, l’Ufficio nazionale di cooperazione economica e l’Associazione di turismo di Kumgangsan.

Secondo una nota dell’agenzia Kcna, “la riunificazione della Corea non potrà mai avvenire con la Corea del Sud che ha fatto dell’ ‘unificazione per assorbimento’ e dell’ ‘unificazione sotto la democrazia liberale’ una politica di stato”, qualcosa che viene considerato come “totalmente contrario alla nostra linea di riunificazione nazionale basata su una nazione, uno stato e due sistemi”. In tal caso, secondo l’Assemblea nordcoreana è un “errore grave” considerare Seul come un “partner per la riconciliazione e la riunificazione” per la sua decisione di dichiarare Pyongyang come “nemico principale” e per l’alleanza con “forze esterne”, tra cui gli Stati Uniti.

Secondo Kim, “l’isteria del confronto delle forze ostili ha portato la situazione a una fase estrema” e “il contesto di sicurezza del nostro Paese è peggiorato costantemente” e “oggi è diventata la zona più pericolosa del mondo con il rischio dello scoppio di una guerra”. Il leader nordcoreano non ha risparmiato accuse agli Stati Uniti, anche per le dichiarazioni sulla “fine del nostro regime” e per le “incessanti esercitazioni militari” con Corea del Sud e Giappone.

La risposta di Seul

Le parole del dittatore hanno inevitabilmente provocato una forte reazione da Seul. Il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha promesso che avverrà una ritorsione “di gran lunga maggiore” contro la Corea del Nord in caso di “provocazione”. Il presidente Yoon ha detto: “L’attuale governo della Corea del Sud è diverso dai precedenti. Il nostro esercito ha una grande, travolgente capacità di risposta. Se la Corea del Nord provoca, puniremo molto più duramente“.

Nonostante l’aumento della tensione tra le parti, il presidente sudcoreano ha ricordato che i due popoli coreani sono “uno solo e lo stesso” e hanno “gli stessi diritti di godere della libertà, dei diritti umani e della prosperità”. Che sia un’osservazione nei confronti delle gravi limitazioni di libertà che Kim Jong-un impone alla propria gente?

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